Ci sono tante posizioni diverse nel centrosinistra o campo largo, che dir si voglia. Le più clamorose sono quelle per la politica estera, ma ve ne sono anche per le questioni italiane e addirittura per lo stesso meccanismo di selezione delle primarie.
Per esempio, per il sindaco di Napoli Manfredi, che si vanta di aver delimitato uno schieramento molto ampio a sostegno del suo governo, bisogna partire dalla proposta politica.
Dopo una necessaria sintesi, che deve delimitare il programma con un accordo condiviso tra le forze politiche del campo largo, non si deve avere paura delle primarie, perché esse rappresentano un’espressione della volontà popolare.
Manfredi ha elencato i punti essenziali di una piattaforma comune, che deve partire dall’emergenza dei salari bassi, dalla sanità, dalla casa e proprio dalle disuguaglianze, che in Italia stanno diventando sempre più odiose e inaccettabili.
Uno dei problemi delle primarie, che sembrano essere sempre più un rebus, è che al momento in campo si contano più giocatori che tempi e regole di gioco.
Magi e le primarie
L’ultimo a unirsi alla lista dei tanti possibili papabili è Riccardo Magi, maggiore esponente del partito Più Europa, che si è fatto avanti con un’intervista alla Stampa uscita a Ferragosto.
Magi ha mostrato grande entusiasmo nel partecipare alle primarie, ma ha anche annunciato due paletti che considera imprescindibili e sui quali sembra sfidare gli altri concorrenti della corsa elettorale interna al campo largo.
I due paletti riguardano l’idea di Europa e la posizione sulla guerra in Ucraina, perché, per l’esponente del partito di Emma Bonino, il futuro è solamente nell’Unione europea.
Per Magi, l’Europa è l’ultimo baluardo contro il nazionalismo, non solo del governo Meloni, ma anche di tutte le destre europee.
Poi la spina dell’Ucraina amplifica le distanze rispetto al movimento di Conte, ma pure Magi, che si è detto pronto alle primarie in nome della sua formazione Più Europa, deve fare i conti con grossi problemi interni al partito, che alle politiche del 2022 raccolse il 2,9% e non raggiunse per pochissimo la soglia di sbarramento.
Le tensioni in Più Europa
Le frizioni interne fanno riferimento a una mozione, chiesta da diversi esponenti, per ottenere l’azzeramento della segreteria e un nuovo congresso.
Ma per statuto un congresso anticipato si può indire solo in caso di segretario sfiduciato, per morte o dimissioni dello stesso.
Il giovane presidente Matteo Hallissey e il deputato Benedetto Della Vedova non intendono mollare, però, sulla richiesta di azzeramento, soprattutto dopo l’annuncio della corsa “in solitaria” alle primarie del segretario Magi.
Della Vedova ne fa una questione di metodo perché, a suo giudizio, con tanti nomi per la scelta del leader del campo largo si rischia di fare la fine dei sette piccoli indiani.
Per non disperdere il valore dell’area liberal democratica ed europeista, Della Vedova propone piuttosto di unire le forze e individuare tutti insieme un candidato che possa realmente essere competitivo nella corsa delle primarie.
Della Vedova non ha nascosto l’intesa con Matteo Renzi e sembra puntare sulla sindaca di Genova, Silvia Salis, spiegando che la sua candidatura avrebbe grande popolarità e consenso.
Gli altri possibili candidati
In gioco potrebbero esserci anche Avs, con i leader Fratoianni e Bonelli, l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, con il suo movimento che vorrebbe rappresentare un “nuovo Ulivo”, mentre Alessandro Onorato spinge con il suo “Progetto civico Italia” per il programma a settembre e le primarie a novembre.
Anche per l’ex ministro del Movimento 5 Stelle e attuale leader del movimento Primavera, Vincenzo Spadafora, la coalizione del campo largo è in ritardo rispetto all’organizzazione per le prossime elezioni politiche.
Spadafora e il centrosinistra
L’alleanza tra Pd, Avs e M5S, rappresentata anche dalla foto emblematica dei quattro leader seduti a un tavolo, non ha fatto scaturire entusiasmo e partecipazione nell’elettorato del centrosinistra.
Spadafora, per confermare questo concetto, porta l’esempio di quello che è stato fatto a un evento a Napoli con una presenza minima di persone, peraltro contestate da esponenti di Potere al Popolo, forza politica esterna alla coalizione, e l’annullamento di un convegno in un’altra città.
Per Spadafora il centrosinistra ancora non riesce a costruire un progetto alternativo a quello della destra, perché non offre ai cittadini un’alternativa credibile.
Nella foto citata prima, anche per Spadafora manca la cosiddetta quarta gamba della coalizione, vale a dire un pezzo di elettori che non vogliono votare la destra, ma non si riconoscono nemmeno in Elly Schlein, in Giuseppe Conte e nei leader di Avs.
Il tavolo del centrosinistra è in ritardo per tatticismi eccessivi sulla scelta del leader della coalizione, ma anche Spadafora ritiene che non ci sia altra strada che le primarie.
Bisogna però trovare un punto di vista comune sui temi della politica estera, con una sintesi che va fatta assolutamente in questi giorni.
Per Spadafora la partita delle primarie appare assolutamente aperta e, a prescindere che vinca Schlein o che piuttosto vinca Conte, il centrosinistra deve puntare a battere la destra.
Ma se le primarie e il tavolo sul programma si rimandano continuamente, si rischia seriamente di perdere le elezioni per un eccessivo tatticismo dei partiti maggiori.
L’intesa tra Pd e M5S
Il problema non è solo l’accordo tra i leader, ma quello di trovare un’intesa tra le comunità dei due partiti più forti della coalizione.
Infatti, il Movimento Cinque Stelle per anni ne ha dette di tutti i colori sul Pd e viceversa e adesso c’è la necessità di spiegare agli elettori del centrosinistra che bisogna stare tutti insieme per battere Meloni, con un’idea ben precisa di Paese, e serve non ridurre tutto a una conta tra leader.
Il movimento è cambiato molto rispetto alle origini, ha dimezzato i propri elettori e ha rinunciato ad alcuni valori fondativi.
Conte, però, in compenso ha trasformato il M5S in un partito strutturato, che è diventato il perno fondamentale della coalizione.
Spadafora fa riferimento anche alle ultime esternazioni del fondatore Beppe Grillo e non si esprime sulla questione legale del simbolo, ma crede che Alessandro Di Battista abbia saputo coltivare in questi anni un rapporto importante con una parte di elettorato che non si riconosce nel M5S di Conte e, se dovesse decidere di scendere in campo, sicuramente potrà togliere voti al Movimento Cinque Stelle.
Il nodo della quarta gamba
Ma il tema che più interessa Spadafora è quello di riportare le persone al voto e il suo movimento Primavera, come pure l’associazione di Ernesto Ruffini e Progetto civico Italia di Alessandro Onorato, stanno ottenendo un grande interesse nell’opinione pubblica per un potenziale successo elettorale.
Secondo Spadafora sarebbe però utile unire le forze di queste nuove espressioni politiche per superare la soglia di sbarramento del tre percento perché, a suo giudizio, Onorato si muove sicuramente tanto, ma in alcuni sondaggi viene dato basso e solo intorno allo 0,5%.
Questo non significa che quello che sta facendo non sia importante, ma che bisogna tutti insieme cercare, non di fare una conta di zero virgola, ma di dare un’anima a questa quarta gamba, coinvolgendo anche altre esperienze, come quella di Renzi.
L’ex presidente del Consiglio, anche sulla possibile candidatura di Silvia Salis, sembra avere un approccio molto generoso, ma per Spadafora non avrebbe la volontà di fare il federatore del campo largo.
In ogni caso, la quarta gamba della coalizione deve essere in grado di trovare al più presto l’uomo o la donna migliore per rappresentare il progetto liberaldemocratico nella prossima competizione delle primarie.
Le proposte del Psi
Il Psi del segretario nazionale e assessore della Campania, Enzo Maraio, potrebbe decidere di non partecipare con un proprio candidato alle primarie del campo largo, ma punta molto sugli aspetti programmatici per tornare in Parlamento dopo diversi anni di assenza.
Il Psi ha ufficializzato la petizione per tre proposte di legge, dagli extraprofitti delle banche e delle assicurazioni alle risorse per mutui delle giovani coppie e l’edilizia popolare.
Il Partito Socialista propone l’istituzione del fondo nazionale per il piano casa con i fondi provenienti dagli extraprofitti delle banche e del sistema assicurativo perché, secondo i socialisti, se i profitti straordinari derivano da circostanze esterne e non esclusivamente dall’iniziativa imprenditoriale, appare legittimo che una quota venga redistribuita nell’interesse generale.
Professionisti, giovani e innovazione
Inoltre, per Enzo Maraio, lo Stato italiano deve smettere di chiedere ai professionisti e alle piccole imprese di finanziare anticipatamente il bilancio pubblico; al contrario, deve accompagnarne la crescita, favorendo investimenti, occupazione e competitività.
Il Psi chiede questa riforma perché ritiene necessaria la ricognizione della pressione fiscale sui liberi professionisti e il sostegno delle grandi piattaforme digitali per il fondo a disposizione dei giovani.
Questo fondo è necessario per favorire i talenti italiani e creare le condizioni fiscali eque di una concorrenza realmente libera.
Per i socialisti, quelli che producono ricchezza in Italia devono contribuire, in misura proporzionata, allo sviluppo del Paese e la proposta è quella di destinare l’intero gettito al finanziamento di un Fondo nazionale per l’innovazione e i giovani, dedicato alla formazione, alla ricerca, alle start up innovative e allo sviluppo delle competenze tecnologiche delle nuove generazioni.
La mobilitazione dei socialisti
Il responsabile nazionale Enti locali del Partito Socialista, Gerardo Labellarte, annuncia la mobilitazione in tutte le regioni italiane dei socialisti, con una raccolta firme per le tre petizioni su casa, profitti di banche e assicurazioni e sui giovani, chiedendo un contributo ai colossi del web che hanno guadagni significativi nel Paese.
Il Psi intende anche aiutare i professionisti, tutelando le partite Iva particolarmente vessate, una questione concreta che incide sulla vita quotidiana di milioni di persone.
Per Labellarte il Psi è l’unico partito che, anche ad agosto, ha scelto di stare in campo, nei territori, discutendo di proposte e raccogliendo adesioni, con la speranza che, oltre a questo articolo su Magazine Pragma, anche la grande stampa voglia impegnarsi a raccontare la politica quando in Italia prova a confrontarsi con i problemi reali del Paese, perché c’è un grande bisogno di tornare a un sano dibattito e a una maggiore partecipazione dei cittadini.


