La vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, ha abbandonato il PD, definendo la sua scelta lacerante, ma necessaria. Nel Partito Democratico italiano, a suo giudizio, non ci sarebbe più tensione verso il “governo della complessità”, preferendo invece una chiusura a riccio per la tutela della propria identità.
Secondo Picierno sarebbe cambiato l’obiettivo politico del partito in sé, perché il riformismo non nasce semplicemente per custodire una comunità, ma deve misurarsi necessariamente con la realtà, soprattutto quando essa, nei tempi attuali, si presenta in forme nuove, scomode e, per certi versi, inquietanti.
Il cuore della critica al PD riguarda quello che lei considera lo snaturamento del progetto originale e, in questo senso, Pina Picierno esprime la seguente considerazione: “Il PD che abbiamo voluto al Lingotto non esiste più. Oggi il partito è scivolato verso una deriva movimentista, influenzata dal Movimento 5 Stelle, in quella che si può definire una vera e propria normalizzazione dell’antipolitica”.
La politica estera
Il punto di rottura più evidente per Picierno è stata la politica estera, perché l’ex esponente del PD ha subito le minacce della Russia quando ha denunciato l’ambiguità delle forze politiche italiane verso il “fascismo putiniano” e le è stata assegnata finanche una scorta.
Secondo Picierno, nei tempi attuali non si può essere antifascisti senza essere in prima linea contro il fascismo putiniano. Pina Picierno ha segnato una differenza evidente con il PD su temi politici, ma ha lamentato anche un profondo isolamento personale, perché non avrebbe ricevuto dal gruppo dirigente nazionale del suo ex partito nessuna disponibilità di fronte agli attacchi ibridi subiti, silenziando invece quello che stava accadendo nei suoi confronti.
Il nodo europeo
La portavoce del gruppo parlamentare europeo dei Socialisti e Democratici ha tenuto a sottolineare all’Ansa come la richiesta di uscita da parte di Pina Picierno dovesse essere formalizzata assieme alle dimissioni anche dalla sua vicepresidenza al Parlamento europeo.
Va detto, però, che il regolamento del Parlamento europeo le consente tecnicamente di mantenere l’incarico, ma, a giudizio della capogruppo, questo fatto sarebbe politicamente incoerente, perché le vicepresidenze sono state il risultato di negoziati e riflettono il peso dei gruppi politici.
In pratica, si tiene a sottolineare come Pina Picierno ricopra una posizione politica che appartiene al gruppo S&D e non alla sua persona come europarlamentare.
Le ragioni della rottura
Tornando ai ragionamenti di politica italiana, Pina Picierno avrebbe lasciato il Partito Democratico che, peraltro, aveva contribuito a fondare il 14 ottobre 2007, per una pesante campagna di delegittimazione personale, ma ha deciso di entrare nel Partito Democratico Europeo di Sandro Gozi.
La distanza è diventata troppo netta tra la sua idea di partito aperto e plurale e questo PD italiano che, invece, Picierno giudica estremista, monolitico e indifferente al dissenso politico interno.
Il Partito Democratico avrebbe smarrito la sua vocazione maggioritaria, perché non sarebbe più capace di parlare a tutti, accontentandosi di rappresentare solamente una parte del Paese.
Per Pina Picierno, il PD sarebbe passato a una vocazione minoritaria e la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo risulta la seguente frase della segretaria Elly Schlein: “La linea del partito è una”.
Secondo Picierno, questa frase è gravissima, perché rappresenta la mortificazione del dissenso, a malapena tollerato come un orpello, invece di essere considerato il tratto distintivo o, meglio ancora, il punto di forza di un partito che si chiama democratico.
La campagna di delegittimazione
Il Nazareno, in effetti, già da tempo non aveva grande considerazione per Pina Picierno e, secondo diverse fonti dello stesso partito, sarebbe stata orchestrata un’ampia campagna di delegittimazione nei suoi confronti, soprattutto attraverso parole di odio e shitstorm a profusione su tutti i social media.
Lo shitstorm è un’ondata improvvisa e massiccia di critiche, insulti e commenti denigratori scatenata online per danneggiare la reputazione di una persona.
Queste critiche sarebbero state dunque proferite alle spalle, sia a Roma sia a Bruxelles, direttamente dai vertici del suo ex partito. La vicepresidente del Parlamento europeo sarebbe stata trattata come una fastidiosa goccia cinese, soprattutto da Nicola Zingaretti, l’uomo più importante del Pd a Bruxelles.
La decisione di lasciare il PD non è stata quindi il classico fulmine a ciel sereno, così come non lo era stato in passato per altre due donne importanti come Elisabetta Gualmini e Marianna Madia.
Il nuovo percorso
Picierno, al momento, non va in un altro partito italiano, lasciando il gruppo dei Socialisti e Democratici per approdare al Partito Democratico Europeo guidato da Sandro Gozi nel gruppo parlamentare di Renew Europe, ma ha parlato di un nuovo movimento politico.
Questa scelta di Picierno di un gruppo liberal-democratico non è un’indicazione irrilevante, perché in Europa stanno prendendo corpo movimenti che vanno nella direzione di uno spazio liberalprogressista.
Le intenzioni politiche di Picierno sono proprio quelle di costruire progressivamente un’area progressista e liberale, costituendo uno “spazio pubblico” da porre a disposizione di un nuovo progetto politico.
Per Pina Picierno, il PD schleiniano e il campo largo Schlein-Conte sono inadeguati a governare il Paese, perché sono troppo distanti da una piattaforma di riformismo radicale, moderno ed europeo.
La piattaforma europeista
Nei tempi attuali le vecchie ricette politiche non bastano più, perché vengono alla luce tematiche nuove e, con esse, nuove esigenze. Per questi motivi occorre una piattaforma di governo innovativa e antipopulista, e anche europeista, innanzitutto nel senso dell’attuazione di una difesa efficace dal neoimperialismo di Vladimir Putin.
L’accusa più grave che Picierno lancia nei confronti del PD è la sua eccessiva timidezza sull’Ucraina, con la segretaria che addirittura, nel suo mandato, non è mai andata a Kiev per portare solidarietà per la guerra subita dai russi.
Per la nuova piattaforma europeista, lanciata lo scorso 9 maggio, l’obiettivo ultimo è “l’Europa patria” e la parola d’ordine è “difesa comune”, intesa come difesa dell’Ucraina, ma anche come difesa dei confini in generale.
L’evento del 15 giugno
Gli schemi politici della piattaforma di Spazio Pubblico riguardano la sovranità europea e sono speculari a quelli degli stessi avversari nazional-populisti.
Questi principi del movimento saranno presentati al pubblico il 15 giugno nel corso di un evento organizzato al Teatro Franco Parenti di Milano.
Anche se sulla piattaforma online di nomi partecipanti all’evento ne compaiono ben pochi, salvo quelli dei coordinatori locali, tra coloro che hanno deciso di prendere parte a questo nuovo progetto ci sono l’ex presidente del Consiglio Mario Monti, il leader di Azione Carlo Calenda e, appunto, Pina Picierno, ma anche l’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli, l’ex deputato di Scelta Civica Giuseppe De Mita, il presidente di +Europa Matteo Hallissey, la politologa Sofia Ventura e il presidente della Fondazione Luigi Einaudi Giuseppe Benedetto.
La maggioranza silenziosa
La nuova piattaforma intende trasformare un europeismo oggi maggioritario, ma disperso in mille rivoli, in un’iniziativa militante e organizzata, capace di incidere sulle scelte politiche più importanti.
Secondo la piattaforma, in Italia starebbe emergendo una maggioranza silenziosa che assicura fiducia all’Unione Europea, con il 52% degli italiani che si esprime con favore per l’adesione all’Ue, aumentando però la domanda di protezione economica e di sicurezza.
Sarebbe una percentuale qualificata dei due terzi, il 67% degli italiani, a chiedere un’Europa che contribuisca alla sicurezza, perché una percentuale grandissima di cittadini non si riconosce più nei vecchi riflessi nazionalisti, ma anche nelle liturgie inutili di un europeismo solo di facciata.
Difesa e sovranità europea
Questo movimento, definito Spazio Pubblico, intende definire le sue linee guida nella difesa comune, nella potenza tecnologica, nell’energia sicura e, soprattutto, in istituzioni che siano realmente capaci di decidere.
C’è la necessità di costruire una campagna permanente sulla sovranità europea nei settori della difesa, dell’energia, della tecnologia e della finanza.
La piattaforma tiene a sottolineare come la pace si possa garantire con la forza e non con le pie intenzioni, perché difendere Kyiv oggi significa evitare di difendere Varsavia o Roma in futuro.
Per tutti questi motivi sceglieranno di farsi chiamare Europeisti, ma anche Patrioti Europei potrebbe essere un nome adatto, stando però bene attenti a non confondersi con i Patriots for Europe, che accolgono partiti di destra come Rassemblement National, Lega, Fidesz o Vox.
Gli obiettivi del movimento
Questo nuovo movimento politico, lanciato anche da Pina Picierno e denominato Spazio Pubblico, si pone l’obiettivo di creare una casa per l’area riformista, liberale ed europeista, aperta al dialogo con altre forze di centro come Italia Viva e Azione.
Pina Picierno ha spiegato nella trasmissione di Bruno Vespa e su altri mezzi di informazione come Spazio Pubblico non intenda essere l’ennesimo “piccolo partito”, bensì ambisca a diventare uno spazio ampio e ben definito per unire le forze riformiste.
I primi passi pratici includono eventi pubblici e assemblee per raccogliere adesioni e strutturare il movimento a livello nazionale, a partire da quello del 15 giugno.
Il movimento si propone come un’alternativa pragmatica e moderata, lontana dai populismi, puntando su tematiche importanti come il sostegno al lavoro, alle imprese, la transizione energetica, inclusa anche la nuova apertura al nucleare dopo la bocciatura in passato del referendum, e soprattutto il sostegno incondizionato all’Ucraina.


