Un nuovo capitolo si apre nella già complessa vicenda dei dazi imposti da Donald Trump, una misura che da oltre un anno aveva acceso tensioni commerciali e politiche su scala globale. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha infatti dichiarato illegittime le tariffe varate dal presidente, sancendo un limite netto ai poteri della Casa Bianca in materia di politica commerciale.
Decisione dei giudici
Con sei voti favorevoli e tre contrari, la Corte ha stabilito che nessun presidente può introdurre dazi doganali in autonomia. A impedirlo è l’International Emergency Powers Act, la stessa legge invocata da Trump per giustificare il suo provvedimento. Resta però un nodo aperto: i giudici non hanno chiarito se l’amministrazione dovrà risarcire i miliardi di dollari già incassati grazie alle tariffe.
Reazione di Trump
La risposta del presidente è stata immediata e furiosa. Trump ha definito la sentenza una “vergogna”, assicurando — secondo quanto riportato dalla Cnn — di avere pronto un piano di riserva. Un segnale che lascia presagire nuove tensioni sul fronte del commercio internazionale.
Ripercussioni politiche
La decisione della Corte travolge anche l’agenda europea: l’Eurocamera si prepara infatti a rinviare il voto del 24 febbraio sulla possibile ratifica dell’intesa commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea. Un passaggio cruciale che ora rischia di slittare a tempo indeterminato.
Mercati e valute
Gli effetti si sono visti immediatamente sui mercati. Le Borse europee e Wall Street hanno registrato rialzi, spinte dalla prospettiva di scenari commerciali più stabili. Sul fronte valutario, invece, il dollaro si è indebolito nei confronti delle principali valute mondiali, segnale dell’incertezza che attraversa ora la politica economica statunitense.


