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Konjac, questo sconosciuto. Probabilmente vi starete chiedendo di cosa si tratta, ma sono certa che qualcuno di voi, almeno una volta, ne avrà sentito parlare.

Konjac, cos’è?

Diciamo innanzitutto che si tratta di una parte di una pianta, che trova le sue origini nella Cina del Sud, ma che ha repentinamente colonizzato il Giappone e successivamente l’Europa.

E’ una radice dalla forma tondeggiante, simile ad una grande mela, da cui si può ricavare sia una spugna per la corretta detersione della pelle, sia una farina che viene utilizzata molto nella cucina orientale ed in particolare per la preparazione di riso e shirataki.

La caratteristica fondamentale di questi cibi preparati con la “farina” di Konjac sta nel fatto che hanno un apporto di zuccheri tendente allo zero, e pochissime calorie, oltre ad essere naturalmente senza glutine, per cui possono essere mangiati in un contesto di dieta ipocalorica e, sotto consiglio di uno specialista, anche da soggetti prediabetici e con colesterolo elevato.

Come si utilizza in cucina?

Io lo utilizzo spesso in cucina con un legume e molte spezie tra cui zenzero e curcuma e vi posso garantire che ha un sapore davvero gradevole; la forma lo è un po’ meno perchè gli shiratake in commercio sono per lo più precotti e viscidi, ma preparati bene sono gustosi.

Glucomannano, derivato del konjac

Di certo il konjac deve la sua fama per una sostanza che produce nota anche come glucomannano. La radice produce questa  mucillagine che il corpo umano non è in grado si assimilare e che ha la caratteristica di richiamare molta acqua in modo da ampliare il suo volume ed esercitare i suoi effetti benefici all’interno dell’intestino.

Nello specifico il glucomannano si amalgama al cibo durante la digestione, lo riveste e trattiene sia zuccheri che grassi limitandone l’assorbimento.

Lo so vi starete dicendo “Perfetto! Fa dimagrire!”

Non è proprio così. Il glucomannano che deriva dal konjac ha degli effetti benefici e può aiutare al mantenimento del peso, ma non è la famosa “pillola o polverina magica” che ci permetta di mangiare e dimagrire.

La sua assunzione deve essere sempre associata a un corretto stile di vita inteso come giusta e sana alimentazione e attività fisica, e, soprattutto deve essere fatta sotto la supervisione di uno specialista che indichi i tempi e le modalità di assunzione.

Riassumendo quindi il glucomannano  può creare  una copertura protettiva sulla superficie dell’intestino assolvendo una minima funzione antinfiammatoria e lassativa. E’ in grado di trattenere grassi e zuccheri riducendone l’assorbimento e richiamando acqua e aumenta il senso di sazietà.

Attenzione però!

Il risvolto della medaglia però prevede la possibilità di incorrere in meteorismo (quindi il senso di aria nella pancia e gonfiore), in diarrea in soggetti con problematiche intestinali croniche e anche difficoltà nell’assorbimento di alcuni principi farmacologici.

Questo il motivo per cui non è utile correre in erboristeria a comprarlo, ma piuttosto chiedere ad uno specialista della nutrizione se è idoneo assumerlo e soprattutto come.

(articolo a cura della Dott.ssa Claudia Cinquegrana, biologa nutrizionista – Studio Albes)

 

 

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