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Il Napoli ritorna a sognare la Champions mentre la Juventus già festeggia lo scudetto.

È fatta per la Juventus targata Max Allegriscudetto! Bastava un punto ai bianconeri per laurearsi anzitempo campioni d’Italia, ne sono arrivati addirittura 3. A farne le spese questa vola è stata la Samp del duo Mihaijlovic-Ferrero, che tanto ha stupito in quest’annata e finita in un periodo negativo privo di vittorie in questo scorcio finale.

Ad inizio anno in pochi, dopo la vicenda delle dimissioni improvvise di Antonio Conte, davano i bianconeri per sicuri vincenti, le preferenze andavano tutte verso la Roma di Garcia.  Allegri è stato bravissimo a non snaturare la mentalità e il modo di giocare del suo gruppo, apportando poco a poco le modifiche che riteneva necessarie e la Juve non solo ha stracciato il campionato di serie A, ma ha anche ben figurato in Champions dove, tra poco, affronterà una semifinale importantissima contro il Real Madrid di Carlo Ancelotti. Per la società Juventus è la conquista del poker, il quarto titolo consecutivo, qualcosa di storico e difficilmente ripetibile; è stato lo scudetto di Carlos Tevez, che con prestazioni sopraffine ha deliziato i proprio sostenitori, firmando inoltre una valanga di gol. È stato lo scudetto di Gigi Buffon, ormai intramontabile icona del calcio italiano e mondiale, lo scudetto di Arturo Vidal e Paul Pogba, ma anche lo scudetto dei gregari, dei nuovi e addirittura dei ragazzini (vedi Coman). Max Allegri è riuscito a mantenere e far crescere un gruppo con sani valori, dove ogni calciatore è indispensabile per il raggiungimento dell’obiettivo, il suo merito è sicuramente quello di aver dato un ruolo ben preciso ad ogni calciatore della rosa.

Ritorna a sorridere anche il Napoli, dopo l’inatteso quanto bruciante KO di Empoli. Gli uomini di Rafa Benitez impiegano 6 minuti per stendere i rossoneri di Pippo Inzaghi, ormai incapaci di portare risultati, in crisi sempre più nera e distratti dalle vicende societarie, che potrebbero portare questo Milan ad essere l’ultimo della gestione Berlusconi (che sicuramente aveva abituato ad altri palcoscenici). Ad onor del vero bisogna dire che l’espulsione di De Sciglio, dopo soli 2 minuti di gioco, avrebbe condizionato qualsiasi squadra al San Paolo, campo di certo non tra i più facili. Il Napoli però ha dimostrato grande maturità in questa sfida, i calciatori sapevano benissimo dell’importanza di questi 3 punti, il rigore fallito da Higuain non ha portato ansia al Napoli, gli azzurri  hanno sfiancato il Milan giocando una partita di criterio, colpendo nel momento esatto e tenendo presente che in 10 uomini i rossoneri non avrebbero corso per sempre.

La lotta alla Champions si riaccende grazie alla vittoria della Roma ai danni del Genoa e della frenata della Lazio in quel di Bergamo. Secondo gol consecutivo per Doumbia, oggetto misterioso del mercato di riparazione giallorosso, autore di prestazioni sottotono che avevano posto molte domande ai sostenitori della lupa. L’ivoriano, compagno di nazionale di Gervinho, firma anche una rete molto bella da un punto di vista estetico e sembra finalmente aver capito i meccanismi necessari per poter giocare in serie A. I cugini laziali devono arrendersi all’ottima prestazione dell’Atalanta, a segno con l’ex Biava; solo la prodezza di Parolo salva i biancocelesti da una scottante sconfitta, riuscendo a portare a casa almeno un punto, che in vista dei tanti scontri diretti può risultare fondamentale.

Manca il treno Europa l’ Inter di Mancini che aveva la possibilità di agganciare proprio la Sampdoria, ma i nerazzurri non vanno oltre lo 0-0 con il Chievo, che tra l’altro in più occasioni ha rischiato anche di vincere la partita. Il primo tempo è giocato bene dai ragazzi di Mancini che di fatto dominano, sfiorano il gol con Icardi che si vede negare la gioia dal palo. La ripresa vede invece un Chievo sugli scudi che sfiora il gol prima con l’ex inter e Juve Stabia Biraghi e poi con Paloschi allo scadere.

Una menzione particolare va fatta a Totò Di Natale, che con il gol vittoria in casa del Verona, supera un’icona sacra del calcio mondiale come Roberto Baggio. Il capitano bianconero firma uno dei gol più importanti della sua carriera in modo pregevole come solo lui ci ha abituato, con un colpo di tacco sopraffino. Perde la sfida l’altro veterano, Luca Toni, che invece va solo vicino a siglare la rete che poteva portare a 19 il suo bottino personale (e scusate se è poco).

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