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L’exploit di Genova ha convinto il gruppo: il primo posto è alla portata della Fiorentina. La vetta della classifica come regalo di Natale: si può.

Gioco, gol, vittorie: l’autostima cresce

Natale in vetta. Non si tratta di un nuovo cinepanettone da proiettare nelle sale: è lo spettacolo che può offrire la Fiorentina dello “sceneggiatore” portoghese Paulo Sousa. La vittoria ottenuta per 2 a 0 sull’ostico campo della Sampdoria ha conferito all’ambiente viola una rafforzata consapevolezza: l’altitudine su cui si sta attestando il club gigliato non è frutto di un’escursione estemporanea ma di un lavoro attento e professionale, curato nei minimi dettagli dal tecnico più sorprendente di tutta la Serie A 2015-2016. Il gioco spumeggiante offerto dalla squadra, con 24 gol fatti e soltanto 9 subìti, sta convincendo anche i più scettici: la Fiore è tornata grande, stavolta per davvero. La sosta per le nazionali può aiutare nel progettare una programmazione che possa consentire alla Fiorentina di consolidare la propria posizione in classifica.

Sousa, in questo periodo, dovrà dimostrare di essere, oltre che un grande tecnico, anche un pregevole gestore del gruppo: chi gioca di meno potrebbe iniziare a mostrare malumori, chi si sente al sicuro come titolare potrebbe adagiarsi sugli allori e non esprimersi più al massimo. Oppure, il gruppo, adesso euforico per i successi che sta ottenendo, potrebbe deprimersi alla prima difficoltà. Senza dubbio, ora, arriva il difficile per Paulo Sousa.

D’altronde, il limite mostrato dai viola finora è a livello caratteriale: delle tre sconfitte arrivate, due di queste sono giunte contro dirette concorrenti per la lotta scudetto. Contro Napoli e Roma, i ragazzi di Sousa sono andati sotto e soltanto parzialmente sono riusciti a rientrare in partita. E contro il Torino, l’altra squadra che ha battuto i viola, la Fiorentina non è mai entrata in partita.

Nove vittorie, tre sconfitte, nessun pareggio: quando va sotto, in pratica, il gruppo di Sousa esce dal match. Dal punto di vista mentale, insomma, i gigliati non sono forse ancora abbastanza pronti. La maturità, però, può arrivare strada facendo.

Il cammino viola fino a Natale

In questi giorni, quindi, Sousa potrà lavorare sull’aspetto psicologico. Il tour de force che la Fiorentina dovrà affrontare da qui a Natale è davvero impegnativo. Lo stress psicofisico potrebbe arrivare alle stelle, soprattutto se la posizione in classifica dovesse continuare ad essere così interessante.

Alla ripresa, ci sarà subito una sfida delicata, per tanti aspetti. Al Franchi, domenica 22 novembre arriverà l’Empoli. Un derby. Quindi da non sottovalutare a prescindere, soprattutto se l’avversario esprime un buon gioco, come nel caso della formazione di Giampaolo. Poi sarà tempo di Europa League, con la sfida del “cuore” per l’ex Paulo Sousa: in casa del Basilea, la viola cercherà punti preziosi per la qualificazione ai sedicesimi.

Archiviato questo crocevia fondamentale per la stagione europea gigliata, ci saranno quattro partite che, probabilmente, definiranno in maniera ancor più chiara le ambizioni del club dei Della Valle: Sassuolo, in trasferta, Udinese e Belenenses (Europa League) in casa e, per completare in “bellezza” il mini-ciclo”, la sfida delle sfide per il popolo viola: Juventus-Fiorentina.

Allo Stadium, il 13 dicembre in posticipo, con i bianconeri che potrebbero avere qualche punto in più e magari l’ultima possibilità di rientrare nelle zone alte della classifica, per i toscani sarà una gara ad altissimo coefficiente di difficoltà. Un risvolto positivo dell’incontro in chiave viola, ovviamente, rappresenterebbe la spinta decisiva per i sogni toscani. La partita successiva, quella casalinga contro il Chievo, potrebbe poi, chissà, contribuire a tingere l’albero di Natale di un viola acceso e luccicante. Sarebbe un Natale anomalo, lassù, per i tifosi della Fiorentina… ma tremendamente, incredibilmente, sorprendentemente bello.

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