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Il paradosso di una sconfitta. Quella reazione sul 2-0 in dieci ha restituito un’Inter più consapevole della sua forza e ha confermato che è nei quartieri alti di classifica non per mera fortuna. Adesso deve ripartire e sabato troverà il Genoa del ex Gasperini, che ha sempre il dente avvelenato quando incontra i nerazzurri

MILANO – Se la sconfitta contro la Fiorentina ha generato molte perplessità e allarmismi sul reale valore della squadra di Mancini, questa contro il Napoli ha restituito un’Inter consapevole della sua forza. Dopo i viola i nerazzurri si sono imbattuti in due pareggi. Cosa succedera dopo Napoli?

È importante ripartire subito, e sabato notte l’undici di Roberto Mancini troverà a San Siro il Genoa dell’ex Gasperini, sempre con il dente avvelenato quando incontra i nerazzurri.

Come al solito, nel presentare le partite della beneamata, la prima cosa che viene in mente è quale sarà l’undici che scenderà in campo. Molto difficile entrare nei pensieri del Mancio, noi ci proviamo leggendo quello che il match del San Paolo ha scritto sugli uomini del tecnico jesino.

Cominciamo dalla difesa che anche se ha incassato due reti resterà invariata, con Handanovic tra i pali e la coppia centrale MurilloMiranda a presidiare l’area davanti a lui. A destra, con Santon ancora alle prese con l’infortunio, e con Montoya che è sulla via del ritorno per Barcellona, non rimane che D’Ambrosio, che né entusiasma né delude. Non a caso gli uomini mercato nerazzurro stanno setacciando il mercato alla ricerca di un difensore laterale destro.  A sinistra, con la squalifica di Nagatomo, restano due nomi, Juan Jesus e Telles. L’ex Galatasaray anche a Napoli, quando è entrato, ha fatto vedere che è cresciuto molto in fase difensiva, e molto probabilmente Mancini affiderà a lui la fascia sinistra.

A centrocampo molto probabilmente il Mister presentera Filipe Melo davanti alla difesa. Il rebus comincia su chi lo affiancherà. Con Kondogbia fuori uso, e sapendo che Mancini difficilmente rinuncerà a Medel, tra Guarin e Brozovic la partita del San Paolo ha detto che il croato sembra più pimpante e utile alla causa rispetto al colombiano, che si è fermato al gol nel derby.

In attacco Roberto Mancini non può non presentare Ljajic, che sta dimostrando le qualità di un leader e sta fornendo prestazioni da fuoriclasse. Il dilemma sta se il Mancio ripresenterà Mauro Icardi, che non ha ancora carburato in coppia con Jovetic m anche senza il montenegrino. Azzardo un’ipotesi, se l’Inter vuole vincere, l’Icardi visto finora non serve molto, allora meglio se il tridente d’attacco sia composto da Ljajic-Jovetic-Perisic, con Biabiany pronto a entrare quando l’avversario comincia a sentire la fatica nelle gambe.

Ma non è detto che Mancini non presenti una squadra offensiva come contro il Frosinone con un 4-2-3-1, anche se il Genoa rispetto alla squadra ciociara ha qualcosina di più.

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