L’European Broadcasting Union (EBU) ha annunciato la pubblicazione di un nuovo insieme di linee guida ufficiali destinate a rivoluzionare la copertura mediatica dell’atletica femminile. L’obiettivo dichiarato è promuovere un racconto giornalistico e televisivo più rispettoso, contrastando in modo netto la sessualizzazione delle atlete nelle trasmissioni sportive.
Focus sulla performance, stop alle inquadrature invadenti
Il documento si concentra in particolare sulle scelte di regia e sulle modalità di ripresa durante gli eventi live. Le nuove regole invitano i registi e gli operatori a evitare inquadrature considerate invasive o prive di un reale valore narrativo.
Tra le direttive principali figurano:
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Stop ai dettagli fuori contesto: Evitare primi piani o focus insistenti su parti del corpo in movimento che non abbiano una diretta rilevanza con il gesto tecnico.
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No alle riprese dal basso: Limitare angolazioni che possano risultare ammiccanti o che non valorizzino la natura sportiva della competizione.
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Priorità al valore atletico: Privilegiare inquadrature ampie o focalizzate sul gesto atletico, sulla determinazione e sulla performance sportiva pura.
Un passo verso la parità di genere nello sport
La decisione dell’EBU rappresenta una risposta concreta a una questione sollevata da tempo da atlete, federazioni e movimenti per la parità di genere. Troppo spesso, infatti, la narrazione visiva dello sport femminile è stata criticata per aver spostato l’attenzione dall’eccellenza fisica e agonistica verso canoni puramente estetici. Con questa mossa, l’EBU si impegna a guidare i broadcaster verso uno standard editoriale più etico, moderno e inclusivo, stabilendo un precedente importante per tutto il mondo del giornalismo sportivo.
Le linee guida sono presenti a questo link.


