Domenico Iannacone: “Il teatro mi consente di essere il megafono di chi non ha voce” (Intervista)

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Tappa a Castellammare di Stabia per Domenico Iannacone che porta al Teatro Karol “Che ci faccio qui in scena”

C’è grande attesa a Castellammare di Stabia per l’arrivo di Domenico Iannacone, giornalista che con le sue inchieste televisive trasmesse dai Rai 3 ha raccontato storie di periferia, di legalità, di fragilità, di immigrazione; storie di grande impatto sociale, di un’umanità spesso lasciata ai margini della società.

Vincitore per ben cinque volte del prestigioso premio giornalistico Ilaria Alpi, Iannacone, il prossimo 17 Dicembre, porterà in scena al Teatro Karol di Castellammare di Stabia, Che ci faccio qui in scena, teatro di narrazione delle sue inchieste giornalistiche già trasmesse in TV, che ha registrato il sold out ovunque.

Domenico Iannacone

Incuriosita e sollecitata dai tanti commenti positivi di chi ha già assistito alla narrazione scenica del giornalista molisano, ho voluto saperne di più direttamente dalla sua voce. Una piacevole chiacchierata durante la quale Iannacone con garbo, cura e profondità ha raccontato come si porta in teatro l’inchiesta giornalistica.

Domenico Iannacone: “‘Che ci faccio qui in scena’ abbatte le distanza tra me e il pubblico”

  • Domenico, come si porta l’inchiesta giornalistica in teatro?
Il teatro mi ha permesso di esprimermi in totale libertà, senza censure, senza limiti, senza ideologie e palinsesti da rispettare. Raccontare storie sul palco da un certo punto di vista è come se mi permettesse di raccontare anche me stesso. Uno spazio in grado di far vivere con maggiore intensità e maggiore intimità tutto quello che ho sempre narrato in TV. Le storie così acquistano nuova forza e arrivano in modo diretto allo spettatore che stando lì, in sala– e non davanti ad uno schermo – è come se le vivesse in prima persona. Un’immersione totale per me e per loro.
  • Chi è Domenico Iannacone sul palco?

Bella domanda! In scena recupero tutto me stesso. Innanzitutto la mia formazione che è principalmente letteraria alla quale si unisce poi quella legata all’esperienza, al vissuto. Porto in scena gli insegnamenti che mi arrivano anche dal cinema italiano; film come ad esempio ‘Ladri di biciclette’ mi hanno insegnato a dilatare storie minime fino a renderle cartine di tornasole della società.  Nella mia formazione trova un posto importantissimo anche la poesia a cui mi sono avvicinato fin da giovanissimo. Sul palco sento di poter essere, in qualche modo, il megafono di chi non ha voce.

  • Chi sono invece i tuoi spettatori?

Molti vengono a teatro attratti da tutto il mio lavoro televisivo. E’ una dimostrazione di attaccamento ai temi che ho cercato di imporre nel corso della mia attività giornalistica, come emarginazione sociale, periferie, ma anche storie di riscatto e rinascita. Questo per me un forte segnale: ora che non sto andando in onda, è come se si sentissero orfani di quella narrazione. Chi viene a teatro a vedere il mio spettacolo fa una scelta consapevole: esce di casa, rompe lo schema del divano e del telecomando, compie un atto di militanza civile, abbraccia un modello culturale preciso. In sintesi rivendica il diritto ad esserci, a capire per poter cambiare le cose.

Domenico Iannacone
Domenico Iannacone – crediti foto 𝗦𝘁𝗲𝗳𝗮𝗻𝗼 𝗖𝗲𝗰𝗰𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗶
  • “Che ci faccio qui in scena” avrà un’evoluzione? Pensi che dopo questo tour tornerai a raccontare nuove storie?

La mia narrazione è giá caratterizzata da una certa flessibilità. Non è sempre uguale, si adatta ai luoghi. Negli anni in cui ho lavorato in TV ho incrociato centinaia di persone e ho raccolto altrettante storie. Sono custode di un materiale umano immenso che ben si presta a creare legami con i luoghi dove porto il mio teatro civile.

  • Di tutte queste storie di cui sei custode, ce n’è una in particolare che ti ha segnato maggiormente?

A questa domanda non so risponderti. Ogni storia mi ha lasciato qualcosa diventando parte di me. E’ come se avessi tanti figli, tante sorelle o fratelli in giro e non saprei chi scegliere . Senza contare che gli incontri non terminano con la messa in onda di una puntata, ma la contrario si consolidano con il tempo, diventano amicizie profonde che non si perdono per strada.

Immagino sia proprio questo il segreto del successo del tuo tour: il tuo pieno coinvolgimento che il teatro in maniera naturale ha amplificato regalando al pubblico un viaggio assolutamente unico. Dunque, ricordiamolo insieme:

  • Domenica 17 Dicembre 2023 – ore 20:00 presso il Teatro Karol di Castellammare di Stabia 𝘾𝙃𝙀 𝘾𝙄 𝙁𝘼𝘾𝘾𝙄𝙊 𝙌𝙐𝙄 𝙄𝙉 𝙎𝘾𝙀𝙉𝘼 di e con 𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗜𝗮𝗻𝗻𝗮𝗰𝗼𝗻𝗲 – musiche live 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮𝗹𝘂𝗰𝗶𝗮 – creazioni video 𝗥𝗮𝗳𝗳𝗮𝗲𝗹𝗲 𝗙𝗶𝗼𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮 – coordinamento tecnico 𝗘𝘃𝗮 𝗦𝗮𝗯𝗲𝗹𝗹𝗶 – crediti foto 𝗦𝘁𝗲𝗳𝗮𝗻𝗼 𝗖𝗲𝗰𝗰𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗶 – produzione artistica 𝗦𝘁𝗲𝗳𝗮𝗻𝗼 𝗦𝗮𝗯𝗲𝗹𝗹𝗶 – produzione Teatro del Loto / #TeatriMolisani – durata 100 minuti

𝙋𝙍𝙀𝙉𝙊𝙏𝘼𝙕𝙄𝙊𝙉𝙄 081 1824 7921 (anche WhatsApp) teatrokarol@casadelcontemporaneo.it

𝙋𝙍𝙀𝙑𝙀𝙉𝘿𝙄𝙏𝙀 𝙊𝙉𝙇𝙄𝙉𝙀
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𝙄𝙉𝙁𝙊 𝘽𝙄𝙂𝙇𝙄𝙀𝙏𝙏𝙀𝙍𝙄𝘼
È possibile acquistare i biglietti degli spettacoli in prevendita presso il botteghino del Teatro Karol (martedì ore 17 – 19, giovedì ore 10 – 12, sabato ore 17 – 19 e nei giorni di spettacolo apertura da un’ora prima dell’inizio) oppure presso i punti vendita Vivaticket.
Teatro Karol – Via Salvador Allende, 4, Castellammare di Stabia NA

(crediti foto 𝗦𝘁𝗲𝗳𝗮𝗻𝗼 𝗖𝗲𝗰𝗰𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗶)

 

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