Uscito nel 1986 e diretto da Luca Verdone (fratello di Carlo), il film è una satira pungente sulle cliniche del benessere e sull’ossessione per la forma fisica che iniziava a dilagare negli anni ’80.
L’Incontro: Due medici “per miracolo”
La storia inizia nel 1977, con Alfio Tamburini (Verdone) e Silvano Baracchi (Pozzetto) che riescono a laurearsi in medicina per il rotto della cuffia. Nove anni dopo, le loro vite sono molto diverse: Alfio gestisce un modesto centro estetico, mentre Silvano è ridotto a vendere articoli sanitari e gadget erotici come venditore ambulante.
Il loro ricongiungimento avviene nel segno del caos: Alfio crede di aver ucciso per errore un onorevole dimenticandolo in una sauna. Silvano, con il suo solito pragmatismo surreale, lo convince a nascondere il corpo (che in realtà è solo svenuto), dando il via a una serie di equivoci che cementeranno la loro “partnership” d’affari.
Villa Samantha: “7 chili in 7 giorni”
Per dare una svolta alle loro carriere fallimentari, i due decidono di trasformare il casale della moglie di Alfio, la corpulenta Samantha, in una clinica d’élite per obesi. Il metodo è drastico quanto bizzarro:
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Lo Slogan: Promettono una perdita di peso miracolosa (7 chili in una settimana).
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La Dieta: Un digiuno quasi totale interrotto solo dalla “pappa”, un disgustoso composto verde dall’aspetto poco rassicurante.
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I Pazienti: Un campionario umano grottesco che include un monsignore, un’anziana, un pugile, una cantante lirica e un ragazzino pestifero di nome Paolone.
Il Fallimento e la “Rivolta della Fame”
La gestione della clinica è un disastro annunciato. Tra sessioni di ginnastica improbabili e cene ipnotiche per distrarre i pazienti dalla fame, la situazione degenera quando Silvano viene scoperto a scambiare cibo vero con le “grazie” di una bella ospite della clinica.
La scoperta scatena una vera e propria rivolta: i pazienti, affamati e furiosi, assaltano le cucine distruggendo il sogno della clinica. Come se non bastasse, ricompare l’onorevole “defunto”, rivelando ad Alfio l’inganno di Silvano.
La Svolta Finale: Dai digiuni ai “Porconi”
Dopo un rocambolesco inseguimento che finisce letteralmente in un porcile, i due medici finiscono in ospedale. È qui che hanno l’illuminazione definitiva: smettere di combattere il grasso e iniziare a nutrirlo.
Il casale viene riconvertito nella trattoria “Ai 2 Porconi – Da Alfio e Silvano”. Il successo è immediato e clamoroso: paradossalmente, i loro migliori clienti diventano proprio gli ex pazienti della clinica, finalmente liberi di mangiare a crepapelle.


