Nella serie TV “1992”, prodotta da Sky e dedicata agli anni turbolenti di Tangentopoli, il panorama umano è affollato di avventurieri, giovani rampanti e magistrati d’assalto. In questo caos morale, la figura di Gaetano Nobile, interpretata da un impeccabile Gianfelice Imparato, spicca come l’incarnazione perfetta della vecchia politica: colta, cerimoniosa e intrinsecamente corrotta.
Il Personaggio: Un democristiano tra due mondi
Gaetano Nobile è un parlamentare della Democrazia Cristiana, un uomo che ha costruito la sua carriera sui corridoi del potere romano. Non è un “cattivo” da fumetto; è un uomo di mondo, un raffinato conoscitore delle dinamiche umane che guarda al terremoto di Mani Pulite con un misto di preoccupazione e sprezzante distacco.
Mentre il mondo intorno a lui crolla sotto i colpi di Antonio Di Pietro, Nobile cerca di sopravvivere utilizzando le armi che conosce meglio:
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La mediazione: La capacità di sedersi al tavolo con chiunque, dai pubblicitari d’assalto come Leonardo Notte ai grandi industriali.
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Il clientelismo: Gestito non come un crimine, ma come un “servizio” necessario al funzionamento della macchina statale.
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L’eloquio: Una parlantina forbita che maschera operazioni di lobbismo e scambi di favori.
L’interpretazione di Gianfelice Imparato
La forza del personaggio risiede quasi interamente nella recitazione di Gianfelice Imparato. L’attore porta sullo schermo una mimica fatta di piccoli gesti, sguardi d’intesa e un accento partenopeo aristocratico che rende Nobile estremamente credibile.
Imparato riesce a dare a Nobile un’umanità ambigua: lo spettatore lo vede muoversi con eleganza tra cene di gala e uffici polverosi, percependo la tragicità di un uomo che capisce che la sua epoca sta finendo, ma che non ha intenzione di arrendersi senza aver prima tentato ogni mossa sulla scacchiera.


