Hooligans (noto anche come Green Street), pellicola del 2005 diretta da Lexi Alexander, esplora il controverso e violento mondo del tifo organizzato inglese attraverso gli occhi di un giovane americano.
L’espulsione da Harvard e il trasferimento a Londra
La storia ruota attorno a Matt Buckner, un brillante studente di giornalismo prossimo alla laurea ad Harvard. La sua vita viene improvvisamente stravolta quando viene ingiustamente espulso dall’università: il suo compagno di stanza, Jeremy Van Holden, rampollo di una famiglia ricca e potente, lo incastra facendogli assumere la colpa per il possesso di sostanze stupefacenti. Sconfitto e senza prospettive, Matt accetta il denaro che Jeremy gli lascia come “risarcimento” e decide di volare a Londra per raggiungere la sorella Shannon.
A Londra, Matt fa la conoscenza di Pete Dunham, il carismatico fratello di suo cognato. Pete è il leader della Green Street Elite (GSE), una pericolosa e temuta firm di hooligans legata al West Ham United.
L’iniziazione nel mondo della Green Street Elite
Inizialmente Matt è un ragazzo debole, insicuro e privo di certezze. Tuttavia, l’impatto con il mondo del tifo organizzato e la partecipazione attiva ai violenti scontri con le tifoserie rivali innescano in lui un profondo cambiamento morale e psicologico. Ribattezzato “lo Yankee”, Matt acquisisce sicurezza, impara a difendersi e stringe un legame fraterno con Pete.
Questo inserimento fulmineo scatena però la gelosia di Bovver, il braccio destro di Pete. La tensione esplode quando la GSE scopre il passato da giornalista di Matt. Credendolo un infiltrato del Times, il gruppo lo isola. In difesa dello Yankee interviene il cognato Steve (soprannominato “The Major”), ex leader storico della GSE che aveva abbandonato quel mondo dieci anni prima, in seguito alla tragica morte del figlio dodicenne del capo del Millwall, Tommy Hatcher, avvenuta durante uno scontro.
Il tradimento e la tragedia
Accecato dal rancore, Bovver compie un passo falso drammatico: si rivolge proprio a Tommy Hatcher, rivelandogli dove trovare la GSE e, soprattutto, “The Major”. Gli hooligans del Millwall assaltano così il pub del West Ham; nella rissa brutale che segue, Steve viene ferito gravemente alla gola da Hatcher, finendo in fin di vita all’ospedale.
Il giorno successivo viene organizzata la resa dei conti definitiva in un’area industriale isolata. Nonostante i preparativi per rientrare negli Stati Uniti, Matt decide di unirsi ai compagni. La situazione precipita quando Shannon, disperata e imprudente, si reca sul luogo dello scontro con il figlioletto nel tentativo di fermare il fratello.
Hatcher, ormai folle di rabbia e desideroso di vendicare il figlio strappando a Steve la sua famiglia, tenta di aggredirli. Per salvare Shannon e il bambino, Pete si sacrifica affrontando Hatcher da solo, venendo brutalmente ucciso di botte. Nel corso della battaglia, Bovver trova parziale redenzione aiutando Matt a mettere in salvo la sorella.
Il ritorno alle origini e il riscatto
La morte di Pete segna la fine degli scontri. Matt torna negli Stati Uniti, ma non è più il ragazzo fragile dell’inizio: le esperienze vissute e gli insegnamenti di Pete lo hanno trasformato in un uomo capace di lottare per i propri diritti.
Tornato ad Harvard, Matt affronta Jeremy Van Holden e, grazie a un registratore nascosto, gli estorce la confessione del vecchio incastro, ottenendo così la riammissione all’università. Il film si chiude con Matt che cammina nella notte americana, cantando fiero a gran voce l’inno del West Ham, I’m forever blowing bubbles, profondamente cambiato ma per sempre legato al ricordo della Green Street Elite.


