Quella che doveva essere una scappatella extraconiugale si è trasformata in un perfetto, quanto involontario, suicidio assistito. Protagonista della vicenda è Teo, un irreprensibile commercialista che, dopo una banale caduta, ha iniziato una relazione clandestina con un’avvenente infermiera.
Per giustificare le continue trasferte a Torino dall’amante, Teo ha utilizzato uno stratagemma cinico: mostrare alla moglie le radiografie di un malato terminale, spacciandole per proprie. Un piano infallibile per garantirsi libertà di movimento, che però si è ritorto contro di lui con precisione chirurgica.
La moglie, sconvolta dal “male incurabile” che affliggeva il marito e consigliata dalla madre, ha deciso di accelerare l’inevitabile. Convinta di compiere un atto di estrema pietà, ha indotto Teo a bere del Valium per poi lasciarlo morire asfissiato dalle esalazioni di gas della stufa, manomessa dalla suocera.
Mentre il povero Teo perdeva amante e vita nel sonno, la vedova ha trovato consolazione nel più classico dei lieti fine della Seconda Repubblica: un ricco risarcimento assicurativo. Un “miracolo” economico nato da un colossale equivoco clinico.
- Giorgio Faletti: Teodoro Pautasso, detto Teo
- Ely Siosopulos: Isa, moglie di Teo
- Cristina Garavaglia: Alberta, l’infermiera
- Athina Cenci: Raimonda, suocera di Teo


