Un vicolo buio, una donna disperata e due volti noti della truffa partenopea. Questo è lo scenario del terzo episodio di “Pacco, doppio pacco e contropaccotto”, un film che, sotto la regia di Nanni Loy, continua a esplorare l’arte dell’inganno e le mille sfumature della furbizia partenopea.
In questa vicenda, i protagonisti sono Gennaro Apicella, interpretato con la consueta maestria da Italo Celoro, e il suo fidato collega, il sempre eccellente Leo Gullotta. La loro vittima? La moglie di un povero fruttivendolo, colpito da un ictus e in attesa di cure. Una donna già provata dalla vita, che si ritrova a dover affrontare anche le angherie del fisco.
I due truffatori, con una spregiudicatezza che lascia senza parole, si presentano alla donna come consulenti fiscali, pronti a risolvere il suo problema per una modica cifra. Il loro piano? Far sparire dagli archivi del fisco la pratica del procedimento di riscossione delle tasse non pagate. Un’offerta allettante per una donna disperata, che si aggrappa all’ultima speranza.
Ma i due non si accontentano. Con un atto vandalico, fanno danneggiare dai topi anche il fascicolo di un altro contribuente moroso, su cui scaricano i costi del servizio prestato anche alla donna. Un colpo da maestro che dimostra la loro cinica abilità nel trarre vantaggio dalle sventure altrui.
Con un cast d’eccezione che vede Italo Celoro e Leo Gullotta nei panni di due truffatori geniali e truffaldini, e Anita Zagaria in quelli della moglie disperata, questo terzo episodio di “Pacco, doppio pacco e contropaccotto” è un mix perfetto di comicità e dramma, un ritratto ironico e amaro di una Napoli dove l’arte dell’arrangiarsi è portata ai massimi livelli.


