“In bici nel tempo” fa sosta nella cucina di Giacomo Leopardi

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E’ notorio che Giacomo Leopardi visse i suoi ultimi anni a Napoli dove, insieme all’amico Antonio Ranieri, vi si trasferì nel 1833. Nel 1836, a causa dello scoppio di un’epidemia di colera a Napoli,  Ranieri e Leopardi si trasferirono a Torre del Greco, presso Villa Ferrigni, oggi chiamata Villa delle Ginestre in omaggio ad una delle tante meravigliose composizioni che le pendici del Vesuvio ispirarono al poeta marchigiano: “La Ginestra”. Dalla villa, infatti, Leopardi poteva godere di una magnifica vista sul Vesuvio ed ammirare le tantissime ginestre, che ne addolcivano i pendii.
VILLA DELLE GINESTRE

“In bici nel tempo” fa sosta nella cucina di Giacomo Leopardi

All’arrivo del poeta a Torre del Greco la famiglia Ferrigni, oltre a ristrutturare ed arredare una stanza, assunse un cuoco che fosse a disposizione del loro ospite per tutto il giorno. Ciò perchè Leopardi, trovando conforto nel cibo, soprattutto nei dolci, non rispettava gli orari del pranzo e della cena.

CUCINA

A mostraci la cucina dove il poeta marchigiano placava le sue ansie è Enzo Longobardi che questa volta, con la sua bici, ha fatto sosta a Villa delle Ginestre.  Ecco come ci descrive questo luogo rimasto immutato nel tempo:

“La cucina dove si abbuffava Leopardi – Villa delle Ginestre, a Torre del Greco, dove nel 1836 qualche mese prima di morire a Napoli, soggiornò Giacomo Leopardi. Dell’ex villa Ferrigni, molti conoscono lo studiolo ove scriveva le sue poesie, pochi la cucina, luogo che amava tantissimo, oggi identica a 200 anni fa. Un pessimista filosofico ma a tavola anche gran buongustaio. L’amico Antonio Ranieri e sua sorella Paolina, ed il monzù Pasquale Ignarra, difficilmente riuscivano a placare la sua voglia di mangiare. Un ghiottone di tortellini di magro alla farinata di riso, di frittelle (borragine, di pere o mele), gnocchi, minestra maritata, polpette, pesce e fegatini, ed andava di matto per gelati e granite, confetti e caffè. Malgrado la malattia, una spondilite anchilosante, il suo, era un continuo via vai in cucina ad ogni ora del giorno. Un pò come facciamo noi italiani nelle feste. Uno spunto per visitare Villa delle Ginestre ed augurare una serena vigilia ed un Santo Natale.”
ENZO 5

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