“Mo’ vene Natale nun teng denare…”


“Mo’ vene Natale nun teng denare, me fumm na pippa e me vaco a cuccà. Quann’è stanotte che sparan ‘e botte me mett ‘o cappotto e vaco a verè” – quante volte avrete cantato questa filastrocca durante le festività natalizie? Sempre, immagino!

Mo’ vene Natale nun teng denare…

La “Last Christmas” dell’area vesuviana comincia proprio così: “Mò vene Natale nun teng denare”. Si tratta di versi di un’antichissima filastrocca della quale non si conosce l’autore. Ogni anno, durante le festività, arriva sempre, in ogni famiglia, il momento in cui si intonano questi versi divenuti poi parte di una canzone del maestro Carosone che ne ha variato la seconda parte con “me leggio ‘o giurnale e me vado ‘a cuccà”.

Un giornale al posto di una pipa, ma il sentimento è sempre quello che traspare  dalla commedia di Eduardo De Filippo, “Natale in casa Cupiello”, ovvero la difficoltà di sopravvivere alle festività natalizie quando, purtroppo, non si dispone di troppo denaro.

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