“Si nu Mamozio”, cosa significa? E chi era Mamozio?

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“Si nu Mamozio” si dice a Napoli per indicare in modo dispregiativo una persona goffa e ridicola fisicamente, ma anche per indicare un credulone, un allocco (nell’area vesuviana si usa anche per indicare una persona poco partecipe, silenziosa, insomma “che fa d’arredo”). Da cosa deriva questo modo di dire? Chi era Mamozio? Con ESPRESSO NAPOLETANO, la rubrica domenicale di MAGAZINE PRAGMA, quest’oggi facciamo un salto indietro nel tempo e nello spazio fino ad arrivare a Pozzuoli nel XVIII secolo.

“Si nu Mamozio”, cosa significa? E chi era Mamozio?

Nel XVIII secolo, a Pozzuoli (NA), durante i lavori di costruzione della Chiesa di San Giuseppe emerse una statua alta 2 metri. Si trattava della statua di Lolliano Mavorzio, un console dell’Antica Roma. Tuttavia la statua era acefala, non aveva la testa. A quel tempo le statue ritrovate venivano ricostruite delle parti mancanti. Così fu dato incarico ad un giovane scultore di ricostruire la testa mancante. Lo scultore, probabilmente troppo giovane ed inesperto, costruì una testa del tutto inadatta alla statua. Troppo piccola e con un’espressione, diremo “non troppo vivace”.

L’espressione poco intelligente della statua generò una serie di sfottò, ma il popolo napoletano si affezionò talmente a quella curiosa figura che campeggiava nella piazza del mercato da farlo entrare anche in una delle suppliche rivolte a San Gennaro.

“San Gennaro, San Gennà, sta città te cerca aiuto,  tu però te sì addurmut e sta storia addà cagnà. Nun vulimmo a ‘nu mamozio ca nun tene autorità”

mamozio 1

Naturalmente “Mamozio” è la storpiatura dialettale di Mavorzio. Ora dovete sapere che a Mamozio fu attribuita per errore anche la santità. Sì, perchè nella piazza dove era collocata la statua di Mamozio c’era anche la statua di un vescovo spagnolo. Quando la statua di Mamozio fu rimossa i puteolani continuarono a rivolgersi alla statua del vescovo come se fosse quella di Mamozio. E quindi Mamozio divenne San Mamozio come richiamato anche nel celeberrimo film di Totò “Il monaco di Monza”.

Attualmente la statua di Lolliano Mavorzio, alias “Mamozio”, è conservata presso il Museo Archeologico di Baia.

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