Tunnel borbonico – un percorso affascinante


I lavori iniziarono su ordine di Fedinando II di Borbone con decreto del 1853, fu incaricato del progetto l’architetto Errico Alvino

La richiesta nasceva come esigenza di ordine militare, tale da consentire un rapido collegamento per le truppe in difesa della Reggia provenienti dalla caserma di Via Pace (oggi Via Domenico Morelli), e consentire una via di fuga veloce per i regnanti in caso di attacco.

Furono progettate due gallerie per entrambi i sensi di marcia. Quella in direzione Chiaia doveva chiamarsi “Galleria Reale”o “Strada Regia”, quella in senso opposto “Strada Regina” entrambe partire dalla caserma di cavalleria di Via Pace, ed una doveva raggiungere il Largo Carolina dietro il colonnato di Piazza del Plebiscito e l’altra Via Santa Lucia.

Durante i lavori notevoli furono i problemi che più volte portarono l’architetto Alvino a modifiche in corse d’opera, quali rinvenimenti di cisterne seicentesche ancora attive che portavano acqua e quindi tramite deviazioni e ponti si arrivò al 25 maggio del 1855 all’inaugurazione della Galleria Borbonica illuminata e addobbata perla visita di Ferdinando II di Borbone.

 

Durante il periodo della seconda guerra mondiale, diverse ex cisterne e Galleria furono adibite a ricoveri per i napoletani che qui si rifugiavano quando in superficie erano in atti i bombardamenti. Gli ambienti furono dotati di energia elettrica e di servizi igienici e di ulteriori e più sicure aperture per consentire un accesso sicuro a chi cercava un riparo.
Dal dopoguerra e fino al 1970, era stata adibita a Deposito Giudiziale Comunale, dove venivano immagazzinati tutti i residui bellici recuperati dalle macerie e fino al 1970, tutti i sequestri di beni che venivano effettuati in città.

Nel 2005 da un sopralluogo di geologi si scoprì dietro ad un muro un’altra cavità che era servita da ricovero bellico e che già nei Seicento venivano utilizzate dai pozzari che erano gli addetti alla manutenzione delle cisterne sotterranee. Qui trovarono di tutto, autoveicoli, motoveicoli, statue di diverse epoche sotto cumuli di detriti. Dopo anni di lavoro e messa in sicurezza l’Associazione Culturale Borbonica ha aperto al pubblico il 29 ottobre del 2010, offrendo una serie di percorsi illuminati, molto suggestivi. Numerosi eventi artistici si svolgono di frequente nelle sue viscere.

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