Cantine Federiciane da Spinoff Winery & Cocktail Bar: il viaggio nei Campi Flegrei tra mare, vulcano e cucina napoletana


Una serata costruita attorno a tre parole semplici e potenti: mare, uve, territorio. Mercoledì 10 giugno 2026, da Spinoff Winery & Cocktail Bar, ad Arco Felice (Pozzuoli), è andata in scena una nuova tappa del viaggio nel cuore dei Campi Flegrei, con protagonisti i vini di Cantine Federiciane e la cucina tradizionale napoletana del ristorante puteolano N’copp ’a Terra, con il servizio dei vini affidato alla professionalità di Massimo Scandurra per la delegazione di AIS Napoli.

Cantine Federiciane è una realtà familiare di Marano, oggi portata avanti da tre fratelli Palumbo, Marco, Antonio e Luca, espressione della quarta generazione. Una cantina che racconta i Campi Flegrei, ma anche la penisola sorrentina, con uno sguardo rivolto alle denominazione Penisola Sorrentina Doc, sottozone di Gragnano e Lettere. Un racconto di famiglia, di vigne, di suoli vulcanici e di mare che entra nel calice con naturalezza.

Il food della serata è stato affidato a N’copp ’a Terra, ristorante di Pozzuoli nato nel 2019 e diventato presidio della cucina tradizionale napoletana. Una cucina diretta, riconoscibile, senza inutili sovrastrutture, capace di valorizzare piatti popolari attraverso equilibrio, materia prima e memoria. A seguire la degustazione per la rubrica Viaggio e Mangio.

Bruschetta di pane cafone, stracciatella, alici del Cantabrico e zest di limone

La degustazione si è aperta con una bruschetta di pane cafone con stracciatella, alici del Cantabrico e zest di limone. Un piatto semplice all’apparenza, ma ben assemblato, in cui la sapidità intensa dell’alice trova equilibrio nella grassezza morbida della stracciatella. Lo zest di limone aggiunge un profumo quasi esotico, capace di alleggerire il morso e dare slancio aromatico all’assaggio.

In abbinamento è stato servito il Falanghina Campi Flegrei DOP Spumante “Flegreo” di Cantine Federiciane, metodo Martinotti da 100% Falanghina dei Campi Flegrei. Sei mesi in autoclave per uno spumante immediato, fresco e profondamente territoriale, nato da vigne che affondano le radici nelle sabbie vulcaniche dell’area flegrea. Al naso emergono sentori di pera, una leggera nota iodata e una freschezza marina che anticipa un sorso sapido, agile, di grande bevibilità. L’abbinamento funziona con naturalezza: la bollicina e la freschezza del Flegreo puliscono la morbidezza della stracciatella, mentre la sua vena sapida dialoga con l’alice senza sovrastarla. Una chiusura armonica, pulita, centrata.

Pasta e patate con scaglie di Parmigiano Reggiano DOP

Il secondo piatto ha portato in tavola una pasta e patate con scaglie di Parmigiano Reggiano DOP, ricetta che nasce dalla memoria povera e dalla cucina di recupero. Non a zuppa, ma un piatto di sostanza, costruito sulla morbidezza delle patate, sulla cremosità della pasta e sulla sapidità del Parmigiano, con la sorpresa della scorzetta capace di donare una piacevole sfumatura affumicata. Il boccone è avvolgente, caldo, quasi “azzeccoso”, come vuole la tradizione più autentica. La consistenza è rassicurante, la sapidità ben dosata, il gusto pieno ma mai pesante.

In abbinamento è arrivato il Vigna Cigliano Solfatara Campi Flegrei DOP Bianco 2021, vino che porta la degustazione in una delle zone più suggestive dei Campi Flegrei: la collina di Cigliano, tra Astroni e Solfatara. Nasce da una viticoltura che conserva tratti eroici, con vigne difficili, poca meccanizzazione, venti di mare e un paesaggio agricolo vivo, dove convivono anche altre piante e persino le api.

Non è una Falanghina in purezza, ma un assemblaggio in cui la Falanghina rappresenta circa il 70%, insieme a Bombino, Greco, Verdeca e Montonico Bianco. Il passaggio in barrique di secondo utilizzo e il successivo affinamento in bottiglia danno profondità senza coprire la matrice vulcanica.

Il colore è giallo dorato. Al naso arrivano sensazioni sulfuree, note iodate, frutta gialla matura e nespola. In bocca è secco, caldo, morbido, ma sostenuto da freschezza e sapidità. La nota sulfurea torna elegante, quasi come una lieve affumicatura, accompagnando una persistenza lunga e minerale.

L’abbinamento con la pasta e patate è particolarmente riuscito: la freschezza del vino pulisce il palato, mentre la sua nota solfurea chiude perfettamente il boccone e accompagna la sfumatura affumicata della scorzetta di Parmigiano. Un incontro armonico, profondo, capace di valorizzare sia il piatto sia il calice.

Polpette al sugo della tradizione

Il terzo momento della cena è stato affidato alle polpette al sugo della tradizione, piatto familiare, popolare, profondamente napoletano accompagnate da un pugno di melanzane a funghetto. Le polpette si sono rivelate squisite, morbide e succulente, con un sugo avvolgente e ben equilibrato. Le melanzane a funghetto hanno aggiunto aromaticità e ulteriore succulenza, rendendo il piatto ancora più ricco e appagante.

In abbinamento è stato servito il Campi Flegrei Rosso DOP “Vigna Cigliano Solfatara” 2021, un rosso di carattere composto principalmente da Piedirosso, con Aglianico e una piccola percentuale di Marsigliese locale.

Nel calice si presenta carminio, profondo, impenetrabile, una caratteristica “non tipica” del Piedirosso, ed è quindi opera dell’aglianco con il marsigliese, che come raccontato da Luca Palumbo è un vitigno dall’acino piccolo, che ricorda i mirtilli, e dona molto colore. Il naso è ricco, con frutto rosso maturo, confettura di amarene e prugna. In bocca è secco, caldo, morbido, con buona freschezza, tannino moderato e una sapidità misurata. Un vino consistente, territoriale, capace di tenere insieme struttura e bevibilità.

L’abbinamento risulta gradevole e complessivamente armonico. Il vino ha forse una struttura leggermente superiore rispetto al piatto, ma la sua componente alcolica riesce ad asciugare bene la succulenza delle polpette e del sugo, rendendo il boccone più rotondo e piacevole.

 

Tiramisù ricetta classica

La chiusura è stata affidata al tiramisù in ricetta classica, dolce rassicurante e conviviale, ideale per terminare una degustazione costruita più sull’identità che sull’effetto scenico.

Un finale semplice, coerente con lo spirito della serata: pochi fronzoli, tanta riconoscibilità e il piacere di una cucina che parla il linguaggio della memoria.

Il bel senso della serata allo Spinoff Winery & Cocktail Bar

La serata da Spinoff Winery & Cocktail Bar ha avuto il merito di raccontare i Campi Flegrei non come semplice denominazione, ma nella sua interezza di paesaggio e tradizione: sabbie vulcaniche, mare, vento, colline, vigne a piede franco e una cultura agricola e culinaria che resiste alla modernità veloce e vorace.

Cantine Federiciane ha portato nel calice tre interpretazioni diverse dello stesso territorio: la freschezza immediata del Flegreo, la profondità minerale del Vigna Cigliano Solfatara Bianco e la materia succosa del Vigna Cigliano Solfatara Rosso.

Accanto, la cucina di N’copp ’a Terra ha fatto da controcanto popolare e concreto: bruschetta, pasta e patate, polpette al sugo. Piatti della memoria, capaci di dialogare con vini che della memoria flegrea sono espressione autentica.

Il format acquista grande valore ance con laprofessionalità di Massimo Scandurra, che con professionalità e un sorriso mai banale, racconta sapientemente quello che si sta bevendo e ne parla con tutti i commensali che ne fanno richiesta.

Una serata di gusto, territorio e racconto. Una di quelle esperienze in cui il vino non si limita ad accompagnare il cibo, ma diventa voce del paesaggio.

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