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Approvato il ddl che reintroduce l’insegnamento dell’educazione civica

L’insegnamento dell’Educazione civica torna a fare il suo ingresso nelle aule di tutte le scuole italiane.

Gli studenti dovranno studiare la Costituzione, le istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali; la storia della bandiera e dell’inno nazionale; l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; l’educazione alla cittadinanza digitale; gli elementi fondamentali di diritto con particolare riguardo al diritto del lavoro; l’educazione ambientale, sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari; l’educazione alla legalità e al contrasto delle mafie; l’educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni; la protezione civile.

Saranno 33 ore di insegnamento ed è previsto regolare voto in pagella.Sarà istituito anche un premio per l’educazione civica, conferito dal Ministero dell’Istruzione individuando le esperienze migliori in materia di educazione civica per ogni ordine e grado.

Matteo Salvini: “Finalmente! Promessa mantenuta, non si molla!”.

L’Educazione civica ritorna nelle scuole grazie al disegno di legge n. 1264 approvato in via definitiva dal Senato con 193 sì e 38 astenuti.

Si tratta di una “giornata storica” ha detto il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti subito dopo l’approvazione del Ddl:

“Finalmente ritorna l’educazione civica come materia obbligatoria nelle scuole. Un traguardo necessario per le giovani generazioni perché sono i valori indicati nella Costituzione a tenere unito il nostro Paese. Grazie all’impegno della Lega-Salvini premier un’altra promessa è stata mantenuta”.

L’educazione civica era stata introdotta nelle scuole nel 1958 per volere di Aldo Moro; poi, a partire dall’anno scolastico 1990/1991 era stata soppressa.

La formazione dei docenti

L’insegnamento sarà affidato ai docenti dell’area storico-geografica nelle scuole primarie e secondarie di primo grado e ai docenti dell’area economico-giuridica nelle scuole secondarie di secondo grado.

La legge impone anche la formazione dei docenti, ma non sono stati stanziati nuovi fondi – si prevede l’utilizzo di 4 milioni di euro del fondo previsto dal Piano Nazionale di formazione e per la realizzazione delle attività formative introdotto nel 2015 con la legge n. 107.

 

 

 

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