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‘O Calamaro: La notizia che una delle pizzerie più rinomate di Bagnoli ha decretato la chiusura dell’attività è rimbalzata sui social creando dispiacere e incredulità nella clientela e soprattutto negli abitanti della X Municipalità di Napoli.

‘O Calamaro nasce nel 1982 per un’ispirazione improvvisa di Antonio Aulicino, che sceglie Bagnoli per aprire la sua pizzeria dopo gli anni trascorsi a lavorare presso Ciro a Mergellina.

La famiglia Aulicino rappresenta un altro esempio di piccola imprenditorialità (e a Bagnoli se ne contano diversi) che sceglie di investire in un territorio diverso da quello di appartenenza.

Tra l’altro Aulicino arriva a Bagnoli quando già si parlava di chiudere l’ Italsider, con i caschi gialli che scendevano per le strade a difendere non solo i loro posti di lavoro ma la sopravvivenza di un’intera economia. Anzi di un’intero quartiere che soffrirà non poco per quell’ultima colata del 1989.

Eppure a Bagnoli si entrava, provenienti da tutta Napoli, per venire a mangiare la pizza nel locale del sig. Antonio, mèta preferita di attori, cantanti, calciatori e Presidenti della Repubblica, come testimoniano le numerose foto che tappezzano gli interni.

Un successo decretato dalla presenza di una clientela numerosa e dai premi vinti nelle prime competizioni internazionali, quando non era neppure immaginabile che la pizza divenisse patrimonio dell’ Unesco  e i pizzaioli che praticavano il freestyle non erano diventati ancora degli atleti del food.

Abbiamo chiesto a Marco Aulicino figlio di Antonio di spiegare il senso della dichiarazione che è circolata sui social, con la quale si annuncia la chiusura del I Marzo 2020.

Quali sono i motivi che vi spingono a cessare l’attività dopo 38 anni ?

Principalmente lo attribuisco ad uno Stato che, tra cuneo fiscale e tasse, non mette in pratica nessuna politica a favore della piccola e media impresa. Si pensi che, come tutti i contribuenti, se non paghi un’imposta in tempo, sarai soggetto a pagarla con la mora. E se chiedi un rateizzo e questo non viene adeguato al volume degli affari, allora finisci in un limbo di incertezza. Inoltre in queste condizioni è difficile anche accedere ad una linea di credito, finanziamenti, prestiti etc., cosa che ci avrebbe permesso di rinnovare il locale e stare -esteticamente parlando- al passo con i tempi.

Da quanto tempo ti occupi dell’attività di famiglia?

Io sono quel bambino che girava tra i tavoli, che durante l’adolescenza usciva poco perchè doveva venire qui a imparare il mestiere (sala, ristorazione in senso più ampio, pizzeria) e che ha frequentato l’istituto alberghiero per poter un giorno essere qui, dove sono ora.

Parliamo dei nuovi progetti che avete ipotizzato nella vostra dichiarazione.

Intanto siamo disponibili a fornire tutto il supporto necessario a chi volesse subentrare nei locali de ‘O Calamaro; poi dobbiamo fare il punto della situazione prima di ripartire per nuove avventure commerciali. E’ ancora tutto da vedere.

Perchè avete sentito la necessità di scrivere una sorta di comunicato stampa e di diffonderlo sui social?

Per rispetto della nostra clientela. Sarebbe stato triste lasciare all’improvviso la saracinesca abbassata, senza dare spiegazioni. E poi il nostro non è un addio, vuole essere un arrivederci.

In che modo vi congederete dai vostri clienti?

Stiamo pensando di organizzare un saluto informale con i clienti e con gli abitanti del quartiere, magari con qualche assaggino di pizza.

Storia, qualità, professionalità; il sorriso di Marco e la simpatia di Antonio. E’ difficile credere in un addio, preferiamo sperare anche noi in un arrivederci.

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