Savoia, lo scettro è sempre in campo

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Vittorio Emanuele di Savoia passato a miglior vita lo scorso 3 febbraio, fu indagato, e poi prosciolto, per la morte di un diciannovenne tedesco ucciso in una sparatoria nel 1978 sull’isola di Cavallo, in Corsica. Il caso è stato al centro di un’aspra e lunga battaglia legale.

La morte di Vittorio Emanuele di Savoia è stata annunciata dalla Casa Real il 3 febbraio in forma ufficiale. Aveva 87 anni il figlio di Umberto II il “re di maggio”, ultimo sovrano d’Italia, e della regina Maria José, ed è deceduto a Ginevra, dove viveva abitualmente.

L’8 settembre del 1943, all’età di 6 anni, lasciò Roma insieme alla madre Maria José e, dopo il referendum del 1946, che sancì la vittoria della Repubblica, ha vissuto in esilio. Solo nel marzo del 2003 quando fu cancellata la XIII disposizione della Costituzione Italiana, che vietava il rientro dei discendenti maschi in Italia, Vittorio Emanuele potè rientrare nel nostro paese. Era sposato con Marina Doria, da cui ha avuto un figlio, Emanuele Filiberto.

Fu indagato, e poi prosciolto, per la morte di Dirk Hamer, diciannovenne tedesco ucciso in una sparatoria nel 1978 sull’isola di Cavallo, in Corsica. Il caso è stato al centro di un’aspra e lunga battaglia legale tra i Savoia e la famiglia Hamer, in particolare la sorella Birgit.

Nel 2017 la Cassazione stabilì che “il fatto che i giudici francesi, nel 1991, abbiano assolto Vittorio Emanuele di Savoia dall’accusa di omicidio volontario del diciannovenne tedesco Dirk Hamer “non significa però” che il ‘principe’ “sia esente da responsabilità sotto ogni altro profilo, giacché assume pur sempre rilievo dal punto di vista civilistico ed anche etico” che quella morte “avvenne nel corso di una sparatoria a cui partecipò il Savoia, al di fuori di ogni ipotesi di legittima difesa”.

La serie Netflix Il Principe e le squadre di calcio campane

L’anno scorso la vicenda fu al centro anche della serie Netflix Il Principe, sviluppata e diretta da Beatrice Borromeo Casiraghi, che spinse il figlio Emanuele Filiberto a intervenire definendo il documentario una scusa per diffondere notizie false sui Savoia.

L’unico figlio di Vittorio Emanuele, Emanuele Filiberto di Savoia, che nasce a Ginevra il 22 giugno del 1972, può essere definito un personaggio della televisione svizzera con cittadinanza italiana. Da un paio d’anni ha deciso di scendere in campo anche nel mondo del calcio, diventando proprietario progressivamente delle squadre di Torre Annunziata, Aversa e Portici.

Le squadre hanno nomi altisonanti e regali, Associazione calcio Savoia 1908 Real Agro Aversa e Portici, tutte con logo nuovo di zecca, che cancella il precedente per introdurre lo stemma della Real Casa Savoia. Stranamente poco prima della morte di suo padre Vittorio Emanuele, il principe Filiberto di Savoia, annuncia in un comunicato di voler rinunciare al diritto di successione al trono d’Italia, che beninteso non esiste più dal 1946, abdicando in favore della sua primogenita, la diciannovenne Vittoria.

Emanuele Filiberto dichiara testualmente in un’intervista concessa al Corriere della sera: “Mi metterò da parte e farò passare avanti ancora una volta una donna, sono certo che farà meglio di me. È stato mio padre a prendere questa decisione, che io trovo molto giusta e moderna. Tra poco, in Europa, ci saranno più regine che re”.

La condanna delle leggi razziali

Emanuele Filiberto ci tiene a sottolineare, nell’intervista, la condanna delle leggi razziali del 1938, definendole un’onta per tutta la Real Casa di Savoia. In effetti nel 2020, Vittorio Emanuele aveva modificato le regole per la successione dinastica di Casa Savoia, abolendo la legge salica, secondo cui l’erede al trono poteva essere solo un uomo.

Vittoria di Savoia sarà, dunque, la prima principessa Savoia a salire al trono, perché secondo Emanuele Filiberto tutti, anche se tardivamente, stanno capendo che l’intelligenza e la sensibilità delle donne al comando può essere meravigliosa. Per Filiberto gli uomini non hanno nulla di più delle donne, anzi semmai qualcosa in meno, perché l’altra metà del cielo è sensibile, intelligente e aperta.

Emanuele Filiberto riferisce gli studi della figlia Vittoria in Inghilterra, che riguardano Storia dell’Arte e Scienze Politiche. Vittoria inoltre ama molto il contatto umano, si preoccupa di ciò che vede intorno a lei e lo dimostra la sua partenza con la Croce Rossa per portare aiuti in Ucraina proprio all’inizio della guerra. Insomma nell’intervista al Corriere, il principe si dichiara femminista, esaltando la figura delle donne Savoia, con una dichiarazione forte e impegnativa, espressa con le seguenti parole : “A mio avviso, saranno più le donne di Casa Savoia a rimanere nella storia rispetto agli uomini” e poi parla del grande ruolo che la nonna Maria José ha avuto nel farlo appassionare alla cultura, offrendo sempre un libro da leggere per poi discuterne insieme.

“Emanuele Filiberto è l’unico di Casa Savoia che è riuscito a farsi amare”

Filiberto si esprime anche sul suo rapporto con l’Italia, criticando i suoi avi e contemporaneamente, affermando di essere stato il primo della famiglia reale Savoia a essere riuscito ad avvicinarsi moltissimo agli italiani. A suo giudizio il modo migliore per farsi conoscere sono i mezzi di comunicazione di massa, a cominciare dalla televisione, e per questo motivo decise di partecipare alla trasmissione condotta da Milly Carlucci “Ballando con le stelle”. Infatti sua zia Maria Pia, in un suo libro, ha scritto : ‘Emanuele Filiberto è l’unico di Casa Savoia che è riuscito a farsi amare dai nostri concittadini’.

E Filiberto dichiara di notare quando cammina semplicemente per strada, il grande affetto della gente, soprattutto nelle città dove è diventato proprietario delle squadre di calcio, ed è convinto che la monarchia piaccia alla gente. Filiberto ha notato il numero enorme di telespettatori che hanno visto il funerale di Elisabetta, l’incoronazione di Carlo III e le altre trasmissioni che riguardano le monarchie europee. Infatti il modello di successo non è limitato solo all’Inghilterra, ma si allarga all’Europa, perché secondo il principe Filiberto la monarchia ha qualcosa di affascinante, che le persone amano guardare anche da lontano.

Soprattutto nei periodi di crisi, la gente scorge nei re e nelle regine una presenza forte, quasi spirituale, di cui si sente il bisogno per ricevere assistenza e conforto nell’affrontare le tante problematiche della condizione attuale dei paesi della terra. E l’Italia secondo Filiberto non fa eccezione, nonostante i tanti errori commessi dai sui avi, anche pesantissimi come quelli sulle leggi razziali.

Savoia, una monarchia breve, ma intensa

La dinastia dei Savoia ha regnato sull’Italia dal 1861 al 1946, insomma può essere definita come la storia di una monarchia breve, ma intensa. Si sono alternati sul trono del regno d’Italia quattro sovrani, le cui vicende si sono snodate dall’Unità d’Italia alla Seconda guerra mondiale, e in 85 anni di storia italiana i Savoia hanno avuto grosse responsabilità soprattutto nei due conflitti mondiali e nell’ascesa del fascismo. La casa reale ha commesso errori pesantissimi, irreparabili con gravi responsabilità, rese evidenti da manovre segrete di palazzo e intrighi privati. La fine della monarchia in Italia è fatta di tante storie.

Dopo la morte di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, avvenuta il 9 gennaio 1878, inizia la storia di suo figlio Vittorio Emanuele III, detto il “piccolo Re” e dell’ultimo erede al trono, Umberto II, che regnò un solo mese. Poi c’è Maria José, nata principessa del Belgio e divenuta consorte dell’erede al trono d’Italia, Umberto di Savoia, che era una donna molto colta, ostile al regime fascista e avversaria della Germania nazista.

La storica Simona Colarizzi e Fabio Toncelli, raccontano alcune delle vicende più celebri che hanno segnato la vita dei Savoia, sia i momenti tragici, che quelli di gioia. La storia più significativa è quella del Referendum del 2 giugno 1946, quando il popolo italiano è chiamato a scegliere tra monarchia o repubblica. Si tratta di un momento cruciale, la prima elezione alla quale partecipano finalmente anche le donne ed è caratterizzato da molte tensioni politiche, in un Paese italiano, che appare spaccato in due tra un Sud monarchico e un Nord repubblicano, peraltro con accuse di brogli, come nelle peggiori tradizioni italiche.

Nonostante la sconfitta della monarchia è l’introduzione della Repubblica lo scettro dei Savoia rimane sempre in campo, ma almeno per il momento è limitato alle squadre che il principe Filiberto sta acquistando in Campania, che peraltro restano ancora limitate alle serie dilettantistiche. In tanti però immaginano che Filiberto stia progettando un suo ingresso nella politica attiva, magari approfittando delle prossime modifiche della Costituzione con la possibile introduzione del premierato.

 

 

 

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