Cuore, sudore e piedi per terra: la ricetta di Abate per portare Castellammare tra le grandi


C’era un’ombra pesante che aleggiava sul Romeo Menti all’inizio di questa stagione: quella di Guido Pagliuca. Raccogliere il testimone dell’architetto della promozione e dei play off promozione, il tecnico che aveva riportato la Juve Stabia in Serie B tra l’entusiasmo generale, sembrava un’impresa ai limiti dell’impossibile. Eppure, Ignazio Abate non solo ha accettato la sfida, ma l’ha vinta con le armi dei grandi: l’umiltà, il lavoro e il silenzio.

Quando Abate si è seduto sulla panchina delle Vespe, molti parlavano di una “scommessa azzardata”. Un allenatore giovane, alla seconda vera prova del fuoco in una piazza calda e pretenziosa. Invece, Ignazio ha saputo calarsi perfettamente nella realtà stabiese. Non ha cercato di scimmiottare il passato, ma ha costruito il suo presente pezzo dopo pezzo, blindando prima di tutto l’obiettivo primario: la salvezza.Con una gestione del gruppo impeccabile e una capacità di lettura delle partite fuori dal comune, ha condotto la squadra lontano dalle sabbie mobili della classifica, conquistando la permanenza in categoria con largo anticipo e una maturità tattica che ha sorpreso tutti.

Oggi la Juve Stabia respira un’aria diversa. Raggiunto il porto sicuro della salvezza, il gruppo si è guardato negli occhi. Quella squadra che doveva solo “sopravvivere” ha iniziato a correre, a lottare su ogni pallone, a pungere con la cattiveria delle Vespe vere.

Il sogno Play-off non è più un tabù, ma un traguardo che la città inizia a sussurrare con timore e speranza. Abate, fedele al suo stile, continua a volare basso, ma i risultati parlano per lui: la sua Juve Stabia è solida, quadrata e, soprattutto, consapevole dei propri mezzi.

La scommessa della società è stata vinta su tutta la linea. Ignazio Abate ha dimostrato che per guidare una piazza come Castellammare non servono urla o proclami, ma la serietà di chi sa quanto pesa quella maglia.

Il futuro è ancora da scrivere, ma una cosa è certa: l’eredità di Pagliuca è in buone mani. E mentre il campionato volge al termine, la Juve Stabia si gode il suo condottiero umile, pronta a sognare in grande, un passo alla volta, nel silenzio di chi sa che il meglio deve ancora venire.

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