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Il mondo del calcio valuta gli effetti dell’emergenza Coronavirus e studia tutte le varie ipotesi per far ripartire il campionato.

IL CALCIO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS 

Il mondo del calcio italiano cerca di limitare i danni causati dallo stop improvviso a causa dell’emergenza Coronavirus. Non terminare il campionato sarebbe un dramma per parecchie società, la Lega Calcio, perciò, farà di tutto per finire il campionato. Se non si vuole considerare l’idea di annullarlo, la peggiore delle ipotesi sarebbe quella di concluderlo tra giugno e luglio, fare quindi una pausa di soli 7 giorni ed iniziare subito dopo la stagione 2020/21. Per far ciò, bisognerebbe chiedere l’autorizzazione alla UEFA di poter finire il campionato oltre la data del 30 giugno. È stata rifiutata, nel frattempo, l’ipotesi playoff per assegnare lo Scudetto fatta da Gravina. Le società in questo momento particolare rischiano molto dal punto di vista economico  e stanno pensando perciò a soluzioni come ridurre gli stipendi ai calciatori, posticipare le scadenze dei pagamenti e reintrodurre le sponsorizzazioni di aziende di scommesse sportive. Sono solo idee per il momento, ma servirà sicuramente la collaborazione di tutte le parti in causa. La UEFA per bocca del presidente Ceferin ha fatto capire di voler dare priorità alle competizioni europee rispetto ai campionati nazionali. 

COSA FANNO LE SOCIETÀ 

Sono passati più di 14 giorni dalla positività di Rugani e nessun giocatore dell’Inter ha contratto il Coronavirus. Le società italiane maggiormente colpite dal Covid-19 sono state, ad ora, Juventus e Sampdoria. I nerazzurri quindi, come diverse società di Serie A, hanno concesso ai loro tesserati la possibilità di poter tornare nel proprio paese pur consigliandogli di rimanere dove si trovano. Ai calciatori è stato assegnato un programma di allenamento da svolgere ogni giorno a domicilio per limitare i danni di questa pausa forzata. I medici sostengono che per non incorrere in infortuni, sarebbe necessario un mese di allenamenti a pieno regime prima di riprendere le competizioni, quasi come rifare la preparazione, insomma. Ogni attività resta ferma fino alla deadline del 3 aprile, ma è quasi certo che si andrà oltre. Non c’è accordo su quando ricominciare gli allenamenti, qualche presidente (Lotito e De Laurentiis soprattutto) voleva far riprendere le sedute proprio in questi giorni. La stragrande maggioranza degli altri patron si è opposto fermamente a questa decisione. Gli allenamenti avrebbero comunque rispettato le restrizioni imposte: i giocatori si sarebbero allenati in gruppi e avrebbero rispettato sempre le distanze di sicurezza. 

IN CONTATTO CONTINUO

Si continua a navigare a vista, ogni giorno può esserci una novità, le società e la Lega si tengono in continuo aggiornamento; una chiacchierata informale c’è stata anche oggi in conference call. Sarà necessario, tuttavia, incominciare a valutare cosa fare nel caso non si potesse arrivare al termine del campionato. Anche il “rompete le righe” di alcune società induce a pensare che l’annullamento del campionato 2019/20 non sia un’ipotesi così remota. 

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