Il primo Re d’Argentina: Mario Kempes, l’uomo che mise l’Albiceleste sulla mappa del mondo


L’Argentina ha avuto la fortuna immensa di vedere il “potere della fantasia” tramandarsi di generazione in generazione. Prima di Diego Armando Maradona e molto prima di Lionel Messi, c’è stato un uomo capace di riscrivere la storia calcistica di un’intera nazione, trascinandola sul tetto del pianeta: Mario Kempes. Campione del Mondo nel 1978 nel torneo vinto in casa, Kempes occupa di diritto un posto d’onore nella galleria dei più grandi calciatori di tutti i tempi. Di lui, lo stesso Maradona scriverà nella sua autobiografia una frase rimasta scolpita nel mito:

“Kempes mise il calcio argentino sulla mappa del calcio mondiale.”

Dalla provincia di Córdoba al tetto del mondo

La storia del Matador inizia a Bell Ville, una cittadina nella provincia di Córdoba distante circa 500 chilometri da Buenos Aires. Nato in una famiglia umile — il padre era un carpentiere con un passato nel calcio dilettantistico —, Mario riceve la spinta decisiva proprio dal genitore, che all’età di 9 anni lo incoraggia fermamente a intraprendere l’attività calcistica, intravedendo in lui un talento fuori dal comune.

Sarà l’inizio di una parabola straordinaria, caratterizzata da un DNA vincente e da una bacheca ricca di trofei prestigiosi sollevati nel corso di una carriera leggendaria.

Caratteristiche tecniche: potenza, velocità e feeling con il gol

Kempes è stato un calciatore che ha saputo divertire il pubblico e, soprattutto, divertirsi in campo. Gli unici a non divertirsi affatto erano gli avversari, costretti a fare i conti con un attaccante devastante.

Dal punto di vista tattico, Kempes era un’ala o una seconda punta mancina, dotata di una progressione velocissima e di un tiro dalla distanza micidiale per potenza e precisione. All’occorrenza era in grado di disimpegnarsi magnificamente anche nel ruolo di centravanti puro. Tuttavia, il suo rendimento diventava letteralmente straripante quando poteva agire al fianco di una prima punta forte fisicamente: l’intesa perfetta trovata con Leopoldo Luque nella Nazionale argentina del 1978 ne è il saggio calcistico più celebre e vincente.

Le maglie di club: i trionfi con Valencia e River Plate

Oltre a essere diventato l’eroe immortale della Selección, Kempes ha lasciato un’impronta indelebile anche nel calcio europeo e sudamericano, vestendo le maglie di club di primissimo piano:

  • Valencia: in Spagna vive i suoi anni d’oro a livello di club, diventando un idolo assoluto per i tifosi dei Pipistrelli a suon di gol e conquistando trofei internazionali.

  • River Plate: in patria consacra il suo status di campione assoluto difendendo i colori dei Milionarios, uno dei club più prestigiosi dell’intero panorama sudamericano.

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