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In un’intervista rilasciata stamane a “Radio Anch’io sport” Marotta ha confermato Luciano Spalletti sulla panchina dell’Inter anche per la prossima stagione.

L’intervista

Stamattina Beppe Marotta, amministratore delegato per l’area sportiva dell’Inter, ha rilasciato un’interessante intervista a “Radio Anch’io Sport” nella quale ha toccato diversi argomenti. Le difficoltà del suo inserimento nella nuova società, SpallettiConte, le ambizioni di Suning ed il FairPlay finanziario sono i temi principali che ha affrontato il dirigente interista.

“Sicuramente Spalletti è un allenatore che, al di là dei due anni di contratto, sta facendo viaggiare la squadra lungo gli obiettivi prefissati. Abbiamo gli stessi punti dell’anno scorso e siamo terzi. Lo scorso anno eravamo quinti. L’obiettivo Champions è alla portata e speriamo di poterlo raggiungere, perché è prioritario. E’ giusto dargli fiducia perché ha dimostrato di poter raggiungere traguardi importanti. Le voci sono una conseguenza del fatto che Antonio Conte è libero, ma soprattutto rappresenta un profilo di allenatore vincente. Ho avuto modo di lavorare con lui, è un allenatore che si inserisce in modo molto forte. Ha dimostrato di vincere con la Juventus e col Chelsea, ha fatto grandissime cose con la Nazionale, è normale venga accostato a questa o quella società a seconda dei momenti. Sottolineo però come Spalletti abbia creato una struttura di squadra sempre in crescita. Abbiamo lui ed è giusto elogiarlo per i risultati ottenuti”.

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Spalletti o Conte?

Queste parole sembrano essere una conferma dell’attuale tecnico anche nella prossima stagione, in controtendenza rispetto a quanto ventilato negli ultimi mesi. Infatti negli ultimi giorni di gennaio Conte è stato avvistato sotto la sede dell’Inter come vi abbiamo riportato qui. Le smentite di circostanza arrivate qualche giorno dopo non parvero troppo convincenti tanto che sui maggiori quotidiani sportivi si dava per certo l’arrivo dell’ex C.T. sulla panchina interista. Tuttavia, come confermato anche dal dirigente ex JuveSpalletti sta rispettando gli obiettivi prefissati, quindi noi riteniamo che meriti una conferma.

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Quanto costa esonerare Spalletti

La società molto probabilmente vuole rafforzare la posizione dell’attuale tecnico agli occhi della squadra allo scopo di chiudere la stagione nel miglior modo possibile. Andando più in là nel tempo, bisogna considerare che Spalletti ed il suo staff hanno un contratto fino al 2021 ed esonerare lui e tutto il suo staff costerebbe circa 25 milioni di euro. A questi andrebbero aggiunte altre (tante) decine di milioni per lo stipendio di Conte (si dice chieda 10 milioni annui) e dei suoi collaboratori. E’ in quest’ottica che si inseriscono le parole di Marotta sul FairPlay finanziario.

“La famiglia Zhang vuole fare bene nonostante i paletti del Fair Play Finanziario che non ci lasciano tantissima possibilità di investire”.

 

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FairPlay finanziario o blocco del governo cinese?

A quanto ci risulta, i vincoli del settlment agreement scadranno il 30 giugno 2019, l’Inter dovrà realizzare ancora plusvalenze per 30/40 milioni entro questa data, poi dovrà sottostare alle norme del FairPlay finanziario al pari di tutte le altre squadre. In un’intervista rilasciata  l’altro ieri a la “Repubblica” anche Walter Sabatini, predecessore di Marotta, accenna ai blocchi imposti dal governo cinese, confermandone di fatto l’esistenza.

“Volevo fare una grande Inter, chiedevo investimenti forti, ma non c’erano risposte immediate, e davanti all’indugio mi sono tirato indietro, mi sembrava di tradire la fiducia dei tifosi. Il lavoro era affascinante, io ci ho provato, ma in quel momento è arrivato l’avviso del governo cinese che declassava il calcio e invitava a limitare gli investimenti”.

 

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Zhang Jindong, presidente dell’Inter, occupa un ruolo determinante nella politica cinese e di conseguenza non sembra minimamente intenzionato a disobbedire al governo del proprio paese.

Solo dopo la prossima sessione estiva di calciomercato sapremo se Suning riuscirà a costruire una squadra degna della propria storia nonostante questi due impedimenti.

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