Esistono stadi che, per una piazza, diventano sinonimo di un destino avverso. Per la Juve Stabia, lo Stadio Adriatico di Pescara non è solo un campo di calcio, ma il luogo dove i sogni si sono spenti per ben due volte, segnando l’inizio di discese inesorabili.
Tutto ebbe inizio il 24 agosto 2013. Era la prima giornata di un campionato che la città viveva con entusiasmo, l’ultimo capitolo dell’era gloriosa di Piero Braglia. Quel pomeriggio, però, si trasformò in un presagio oscuro: un 3-0 senza appello subito dai biancazzurri. Fu l’alba di un’annata maledetta, un lungo calvario senza sorrisi che si concluse con l’addio alla Serie B e il ritorno nel buio della terza serie.
PESCARA (4-3-3): Pelizzoli; Balzano, Capuano, Schiavi (dal 40′ pt Bocchetti), Rossi (dal 33′ pt Frascatore); Nielsen, Brugman, Bjarnason; Ragusa, Maniero, Mascara (dal 37′ st Cutolo). A disposizione: Pigliacelli, Zauri, Rizzo, Piscitella. Allenatore: Pasquale Marino.
JUVE STABIA (4-4-2): Branescu; Ciancio, Figliomeni, Murolo, Martinelli; Davì (dal 25′ st Parigini), Suciu, Doninelli (dal 30′ st Jidayi), Vitale; Di Carmine, Diop (dal 10′ st Sowe). A disposizione: Viotti, Ghiringhelli, Zampano, Di Nunzio. Allenatore: Piero Braglia.
Arbitro: Mariani di Aprilia
Assistenti: De Meo di Foggia, Calò di Molfetta. IV Ufficiale: D’Angelo di Ascoli Piceno
Reti: Maniero al 22′ pt e al 44′ pt, Brugman al 30′ st
Ammoniti: Davì, Murolo
Espulso: Martinelli al 42′


