Quando le Vespe si dimostrarono di ferro: lo 0-0 allo “Stirpe” che consacrò la Juve Stabia di Pagliuca


Ci sono pareggi che valgano quanto e più di una vittoria per la carica d’energia, identità e consapevolezza che sanno infondere. 1 settembre 2024: allo stadio “Benito Stirpe” andava in scena una di quelle serate in cui la Juve Stabia dimostrava a tutti di che pasta fosse fatta. Finì 0-0 contro un Frosinone costruito per le vertici della classifica, al termine di una battaglia maschia, nervosa e stoica che fece gioire e applaudire tutto il popolo gialloblù.

IL TABELLINO (1 Settembre 2024)

FROSINONE (4-2-3-1): Cerofolini; A. Oyono, Monterisi, Biraschi (45’ s.t. Machin), Marchizza; Cichella, Darboe; Gelli, Ambrosino (32’ s.t. Begic), Distefano (15’ s.t. Partipilo); Pecorino (15’ s.t. Tsadjout). A disp.: Sorrentino, Vural, Garritano, Kvernadze, Bettella, Bracaglia, J. Oyono, Kalaj. All.: Vincenzo Vivarini.

JUVE STABIA (3-4-2-1): Thiam; Ruggero, Folino, Bellich (23’ s.t. Maistro); Andreoni, Buglio, Leone, Floriani Mussolini (23’ s.t. Rocchetti); Piscopo (39’ s.t. Baldi), Mosti (23’ s.t. Adorante); Candellone (49’ s.t. Meli). A disp.: Matosevic, Fortini, Di Marco, Zuccon, Gerbo, Artistico, Piovanello. All.: Guido Pagliuca.

  • Arbitro: Kevin Bonacina di Bergamo (Ass. Votta – Bitonti; IV: Allegretta; VAR: Volpi; AVAR: Pezzuto)

  • Ammoniti: Ruggero (J), Darboe (F), Marchizza (F), Baldi (J), Machin (F)

  • Espulsi: 8’ s.t. Cichella (F), 38’ s.t. Folino (J)

  • Spettatori: 10.755

LA CRONACA: CUORE, DENSITÀ ENERGETICA E SOFFERENZA

Quella sera di inizio settembre, la formazione guidata da Guido Pagliuca scese in campo senza alcun timore reverenziale. Fin dai primi minuti le Vespe applicarono alla perfezione il marchio di fabbrica del loro tecnico: aggressione alta, raddoppi sistematici e una fame agonistica feroce su ogni pallone.

Il primo strappo della contesa arrivò all’8′ della ripresa, quando il ciociaro Cichella incassò il cartellino rosso lasciando i padroni di casa in dieci uomini. La Juve Stabia provò ad approfittare della superiorità numerica alzando il baricentro e inserendo forze fresche dalla panchina (dentro Maistro, Rocchetti e Adorante). Tuttavia, l’inerzia emotiva del match tornò in perfetto equilibrio al 38′ della ripresa, quando fu Folino a finire prima del tempo sotto la doccia per secondo giallo.

I minuti finali e l’ampio recupero trasformarono lo “Stirpe” in una vera e propria arena. Il Frosinone tentò l’assalto disperato, ma la difesa campana, eretta da Thiam, Ruggero e Bellich, alzò un muro insuperabile.

Al triplice fischio del signor Bonacina, il tabellone recitava 0-0: un punto d’oro, intriso di sacrificio e maturità tattica. Quella notte la Juve Stabia non si limitò a strappare un pareggio su un campo difficilissimo, ma mandò un messaggio chiaro all’intero campionato: per piegare le Vespe di Pagliuca sarebbe servita un’impresa.

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