Il 20 giugno 2018 è una data che rimarrà nella storia dell’Iran: per la prima volta, infatti, dal 1979, anno della rivoluzione khomeinista, e della conseguente nascita della Repubblica islamica, è stato consentito alle donne di accedere a uno stadio per seguire una manifestazione sportiva.

Si è trattato della partita dei Mondiali Iran-Spagna, trasmessa in un maxi schermo all’interno dello stadio Azadí di Teheran.

In Iran la febbre del Mondiale ha contagiato tutti

Non si sa ancora se si tratta di un permesso definitivo, e quindi di un cambiamento epocale, ma sta di fatto che la febbre del Mondiale ha contagiato un po’ tutti, comprese le autorità che si mostrano inclini a chiudere un occhio anche sul rispetto di altri divieti esistenti nel Paese, come quello per bar e parchi pubblici di trasmettere partite di calcio o installare maxischermi. Esso nasce dal timore che dagli assembramenti di persone possano scaturire azioni sovversive.

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Le donne non dovranno più travestirsi da uomini

E così, se questo cambiamento perdurerà, le iraniane non dovranno più travestirsi da uomini per assistere ad una partita di calcio, cosa spesso accaduta in passato, con conseguente arresto delle interessate.

Il film Offside di Jafar Panahi

Una vicenda di questo tipo, peraltro, è stata raccontata dal regista Jafar Panahi nel film Offside, del 2006, Orso d’argento al Festival di Berlino. Da notare che il cineasta ancora oggi è costretto a lavorare in clandestinità, a dimostrazione della lentezza dei cambiamenti in corso.

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Sugli spalti russi tifose senza il tradizionale velo

Peraltro, le immagini provenienti dalla Russia hanno incuriosito e sorpreso l’opinione pubblica mondiale perché mostrano tifose dell’Iran prive del tradizionale velo.

Il vento del cambiamento è in atto in una società, quella iraniana, con una età media molto bassa e un elevato tasso di alfabetizzazione. La circostanza che non si tratti di una società di vecchi lascia ben sperare per il futuro, anche prossimo.

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