Ci sono momenti in una stagione in cui il bel gioco, la fluidità di manovra e le geometrie spettacolari devono necessariamente fare un passo indietro. Quando arrivi da tre sconfitte consecutive e senti il fiato del dubbio sul collo, l’unica cosa che conta davvero è una sola: buttare la palla dentro ed uscire dal campo con i tre punti in tasca.
Il Napoli visto contro il Bologna al “Maradona” non è stato certamente una gioia per gli occhi dei puristi dell’estetica calcistica. È stato un Napoli contratto a tratti, pragmatico, a volte persino sofferto. Ma è stato, soprattutto, un Napoli solido, cinico e terribilmente concreto. Esattamente il marchio di fabbrica che Massimiliano Allegri sa stampare sulle sue squadre quando la tempesta rischia di travolgere le certezze del gruppo.
La vittoria per 1-0 porta la firma d’autore di un ritrovato spirito di squadra. La giocata chiave ha unito l’inatteso al fondamentale: la fame del giovane Costantino Favasuli — gettato nella mischia da Allegri con una mossa azzeccata all’intervallo — e l’intelligenza tattica di Stanislav Lobotka, capace di trasformarsi in uomo d’area nel momento di massima pressione.
Questo successo non risolve d’incanto tutti i problemi tattici o di fluidità della manovra, e nessuno in casa azzurra commetterà l’errore di illudersi che sia tutto a posto. Tuttavia, regala qualcosa di ben più prezioso per il proseguo del cammino: la certezza che, quando serve compattarsi e soffrire insieme, la squadra c’è.
Nel calcio moderno si tende spesso a esaltare chi perde regalando spettacolo, ma per costruire le stagioni importanti servono anche e soprattutto queste serate. Il Napoli non sarà stato bellissimo, ma ha ritrovato la cosa più importante: la capacità di vincere. E da qui, con meno ansia e più ossigeno, Allegri può finalmente ripartire per costruire il futuro.


