Il procedimento per presunto falso in bilancio che coinvolge il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, potrebbe subire una svolta. Il processo, infatti, rischia di tornare davanti al Gup (Giudice dell’Udienza Preliminare).
La prima udienza
Nel corso della prima udienza davanti al tribunale di Roma, la difesa del club azzurro ha sollevato una questione procedurale ritenuta rilevante. L’avvocato Lorenzo Contrada ha eccepito una nullità assoluta del decreto che ha disposto il giudizio, per presunta mancata notifica.
La richiesta della difesa
La difesa ha quindi chiesto la remissione degli atti al Gup, sottolineando la necessità che il procedimento resti unitario. Una richiesta che ha trovato apertura anche da parte del pubblico ministero, che ha ritenuto la questione fondata.
Il tribunale si è riservato di decidere nella prossima udienza fissata per il 20 maggio.
Il rischio rinvio
Se la richiesta dovesse essere accolta, il processo potrebbe tornare alla fase preliminare, con un nuovo passaggio davanti a un altro Gup. Un’eventualità che comporterebbe un allungamento dei tempi della vicenda giudiziaria.
Le accuse
Al centro dell’inchiesta ci sono presunte plusvalenze fittizie legate ad alcune operazioni di mercato, tra cui:
- il trasferimento del difensore Kostas Manolas nel 2019
- l’acquisto dell’attaccante Victor Osimhen nel 2020 dal Lille
Oltre a De Laurentiis, risultano imputati anche la società calcistica e Andrea Chiavelli.
Fase ancora preliminare
Il procedimento riguarda le annate 2019, 2020 e 2021 ed è ancora in una fase iniziale. Come previsto dalla legge, tutti gli imputati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.


