Pescara – Juve Stabia 1-1 il racconto di Stabiamore


La Juve Stabia pareggia a Pescara. Arriva il pensiero post gara di Gianfranco Piccirillo dell’Associazione Stabiamore

Dopo le preoccupazioni per le vicende societarie, che per certi versi continuano a restare oscure, ci si aspettava una partita bella e spettacolare a Pescara in uno stadio storicamente tabù per le vespe. Abate a sorpresa esclude Carissoni e Gabrielloni, preferendo puntare su Ricciardi esterno assieme ai difensori Giorgini, Dalle Mura e Diakite’ e Maistro a sostegno dell’unico attaccante Okoro, mentre Gorgone si affida al bomber Di Nardo, con il capitano Insigne e Acampora dietro di lui. La partita nel primo tempo è condizionata dal caldo e regala meno emozioni di quanto era lecito aspettarsi, ma lo Stabia dimostra di meritare la posizione di classifica, prendendo possesso del centrocampo. A fronte di questo dominio del gioco però le occasioni dello Stabia non sono molte con Okoro, Maistro e soprattutto Ricciardi, che sprecano da posizione favorevole la possibilità di concludere le giocate offensive. Ricciardi si esprime davvero male, sbagliando molto e rimediando pure un’ammonizione, mentre l’azione più bella la imbastiscono Cacciamani, autore pure di un assist preciso per lo sprecone Ricciardi e Leone, che illumina il gioco, ma si fa ribattere un tiro da un difensore quasi sulla linea di porta.

Il Pescara cerca di rispondere con le ripartenze del talentuoso ex campione d’Europa Insigne, che però predica nel deserto e si fa ribattere una sua tipica conclusione a giro da Confente in angolo. Abate si decide nell’intervallo a sostituire il deludente Ricciardi con Carissoni, ma nella ripresa succede che lo Stabia continua a giocare bene e a tirare male soprattutto con Maistro, mentre Insigne vince il duello con Confente, costringendolo a capitolare su una punizione da posizione defilata. Ma nella situazione specifica del calcio piazzato il portiere dello Stabia ha grandi responsabilità, senza nulla togliere alla notevole capacità tecnica di Insigne, che anche in età avanzata, a mio avviso resta probabilmente il calciatore italiano di movimento più forte dal punto di vista delle qualità balistiche. Abate capisce che deve fare ulteriori cambiamenti e inserisce Varnier e Mannini al posto di Diakite’ e Carissoni, entrambi ammoniti come Correia e Valzania, che scatenano una piccola rissa. Finalmente Okoro imbastisce una bella azione e soprattutto regala un cioccolatino proprio al francese Correia, che non sbaglia l’occasione, che è quasi un rigore in movimento per il gol del pareggio. Il quarto cambio dello Stabia è forzato per l’infortunio di Maistro, ma probabilmente Gabrielloni sarebbe comunque entrato più tardi, mentre Gorgone sceglie di sostituire Acampora e Caligara con Meazzi e Berardi e pure il tecnico del Pescara è costretto a fare uscire Bettella per infortunio per fare entra Giorgio Altare.

A questo punto il Pescara riesce ad esprimersi meglio, seppure esclusivamente con giocate di ripartenza, perché è sempre lo Stabia ad avere il controllo della partita. Però proprio in uno di questi contropiedi Di Nardo solo davanti a Confente, seppure da posizione defilata, si fa ribattere il tiro dal portiere stabiese, che riscatta l’errore precedente, facendosi trovare pronto anche su un’altra pericolosa conclusione di Brugman dalla distanza. Gorgone si gioca le ultime carte a sua disposizione, facendo entrare Tsadjout e Faraoni al posto di Di Nardo e Letizia, ma è sempre lo Stabia a dimostrare la sua superiorità di gioco, che però non viene sfruttata per l’insipienza offensiva soprattutto del subentrato Gabrielloni, che come sempre si impegna, ma non riesce mai a concludere nel modo migliore. Confente viene chiamato in causa anche in un paio di traversoni e calci dalla bandierina e nel recupero legittima il riscatto successivo alla mezza papera sul gol di Insigne, tornando a dare serenità in porta alla sua squadra anche quando Pierobon prende il posto di capitan Mosti, che cede la fascia a Leone. Il calciatore numero cinquantacinque può essere considerato il migliore in campo per la sua sagacia e la solita qualità in cabina di regia nella distribuzione del gioco . Il pari può essere considerato un risultato giusto, nonostante il dominio dello Stabia, e l’ultima occasione sprecata da Correia, simile al gol del pari.

La squadra di Abate può essere più soddisfatta dei padroni di casa, perché si avvicina al raggiungimento degli spareggi play off, mentre il Pescara rimane invischiato nella zona retrocessione. Ovviamente saranno decisive le ultime due giornate di un campionato molto avvincente in testa e in coda, con lo Stabia che dovrà giocare il pomeriggio della festa dei lavoratori contro il fortissimo Frosinone in piena corsa per la promozione diretta in serie A. Oggi nel giorno dell’anniversario numero ottantuno della liberazione italiana dal nazifascismo l’augurio per i tifosi stabiesi, che stanno vivendo giorni di preoccupazione, è quello di essere liberati dalla viscida situazione societaria in cui è precipitato il più antico vessillo calcistico del mezzogiorno.

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