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Preliminare e primo obiettivo stagionale fallito, mercato deludente, infortuni e squadra che non convince: in casa giallorossa le premesse per una stagione fallimentare sembrano davvero esserci tutte. In questo momento complicato la Roma si aggrappa al lavoro di Spalletti.

Le prossime, saranno settimane “piene”, oltre che decisive per la Roma. In venti giorni i giallorossi si giocheranno sette gare e un pezzo importante della nuova stagione. Perché dopo quanto successo in Champions e il deludente pareggio di Cagliari, è il momento di rispondere.

I Precedenti
Negli ultimi anni nessuna squadra italiana, dopo aver fallito il preliminare di Champions, si è poi salvata da una stagione deludente e in alcuni casi anche fallimentare. Basti vedere l’ottavo posto della Lazio nella scorsa stagione, oppure il secondo Napoli di Benitez che, nonostante una squadra di valore, non riuscì neppure ad arrivare tra le prime tre. Ed a questo triste destino neppure l’Udinese riuscì a sfuggire, che probabilmente non è mai guarita del tutto dall’ultimo fallimento in Champions.

Mercato Inadeguato?
Negli ultimi giorni di mercato ci si aspettava sicuramente qualcosa dalla Roma. Aspettative però deluse: il rinforzo a centrocampo non è arrivato infatti. La coperta è corta, soprattutto al centro del campo e l’infortunio di De Rossi non aiuta: per questo potrebbe essere una soluzione quella di avanzare Florenzi. L’avanzamento del numero 24 giallorosso lascerebbe però scoperte le fasce. Ne Seck, ne Palmieri, ne Juan Jesus al momento, sembrano dare grandi garanzie. Davanti c’è qualche alternativa in più e l’inizio di stagione di Dzeko sembra essere promettente. Restano dubbi, più che giustificati, su Iturbe e sulla falsa partenza di El Sharaawy.

Fattore Spalletti
Roma però ha ancora un motivo per essere ottimista, e si chiama Luciano Spalletti. Sotto la sua guida i giallorossi hanno portato a casa 46 dei 57 punti disponibili nel girone di ritorno della passata stagione, con un attacco micidiale (media di 2 gol e mezzo fatti a partita) e con una difesa non invalicabile ma comunque decisamente migliore rispetto a quella di Garcia. E non solo: la Roma ha perso solo una volta in campionato durante la seconda avventura di Spalletti nella capitale. L’unica vera macchia di questi 8 mesi si chiama Porto e, causata da suoi errori o non, adesso non conta più: lui è l’unico che può cancellarla.

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