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Per la Sampdoria, tre punti dovevano essere ma, ancora una volta, tre punti non sono stati. Ne è arrivato solo uno che cambia di poco le cose in classifica ma almeno evita un’altra sconfitta che avrebbe dato un ulteriore colpo al morale, già basso, della truppa blucerchiata. Certo, il Lecce se avesse vinto non avrebbe rubato nulla, anzi. La squadra di Liverani è apparsa tonica, quadrata, tecnicamente ben dotata in diversi suoi elementi ma, alla base di tutto, ben impostata per coprirsi bene ma riuscire a ripartire velocemente senza mai buttar via la palla. Di contro la Sampdoria ha dimostrato di essere ancora un malato molto debole. Anzi, alcuni elementi della squadra forse c’entrano anche poco con la serie A: in base a quello che si è visto, diversi elementi del Lecce oggi farebbero veramente comodo a questa Sampdoria, il che rende bene l’idea della situazione attuale.

Primo tempo

Ranieri cambia ancora e passa a un 4-3-1-2 che prevede l’impiego di Ferrari in difesa al posto dell’acciaccato Murillo e Depaoli sulla destra, a centrocampo il redivivo Barreto insieme ad Ekdal e Vieira e poi Bertolacci dietro le punte, Quagliarella e Bonazzoli. Il Lecce schiera un modulo analogo con il trio di centrocampo ben assortito Petriccione, Tachtsidis, Tabanelli e Sachov alle spalle delle punte Falco e Lapadula.

Dopo neanche 2 minuti Depaoli pesca bene Bonazzoli alle spalle della difesa salentina e l’attaccante colpisce al volo di esterno sinistro ma Gabriel esce tempestivamente e respinge.

Il Lecce manovra bene e colpisce subito, neanche a farlo apposta, dopo Palacio del Bologna, con un altro ex genoano: Lapadula. L’attaccante, in piena area e pur pressato, triangola bene con Sachov che riesce a metterlo davanti ad Audero: tocco felpato e palla nell’angolino basso alla sinistra del portiere (8′). Partita subito in salita e si capisce subito che recuperare non sarà facile, perchè il Lecce gioca bene e riesce agevolmente ad andare al tiro: i centrocampisti in maglia giallorossa mostrano ottimi numeri tecnici. Petriccione calcia di poco alto (18′). Poi si vede Bertolacci ma Gabriel è attento (21′). Ma se il Lecce arriva facilmente alla conclusione, la Sampdoria fa una gran fatica. Il più attivo è Bonazzoli che recupera molti palloni. Quagliarella ha le polveri bagnate e lo dimostra girando malamente di testa un cross in area (32′), dopo che, dall’altra parte, anche Lucioni, sempre di testa ha alzato la mira di poco (30′). Petriccione impegna ancora Audero (36′) e dall’altra parte è Bonazzoli ad impensierire Gabriel (41′). L’impressione è che, a parte i limiti della squadra, comunque tutto giri storto. E sembra aversene la conferma quando, sul finire del tempo Quagliarella colpisce bene al volo ma il suo tiro sfiora il palo. Subito dopo, dall’altra parte, Falco calcia bene in area, il pallone colpisce la parte inferiore della traversa torna in campo, e sul tiro successivo viene deviato, apparentemente con un braccio, da Ferrari, che, in effetti, salta con l’arto largo: rigore per il Lecce ed espulsione del difensore. Anzi no…l’arbitro viene richiamato dal VAR per l‘on field review e lo stesso Ferrari protesta in modo veemente: le immagini dimostrano che ha ragione il difensore che salta sì col braccio largo ma devia con il costato: quindi tutto annullato, rigore ed espulsione. Alla Sampdoria va di lusso in questa circostanza.

Secondo tempo

Nella ripresa subito in campo Ramírez, al posto di Barreto, che si piazza nel suo ruolo naturale, dietro le punte. Bertolacci va in mezzo. Cambia poco e allora Ranieri getta nella mischia Rigoni Léris al posto di Bonazzoli e Bertolacci (21′). si tenta di sfruttare le fasce ma con poco successo perché a fatica si arriva dalle parti di Gabriel. Solo verso la parte finale della partita le cose migliorano, se non altro dal punto di vista agonistico, perché gli attacchi della Sampdoria sono sempre confusi. Di un eccesso di agonismo si rende responsabile Tatchsidis, espulso per doppia ammonizione (27′). Ma la situazione non migliora di molto perché il Lecce fa girare bene palla e così supplisce all’inferiorità numerica.

Il pareggio arriva nel recupero

Ma la Sampdoria capisce che deve provarci fino alla fine, buttando palloni in area o in qualsiasi modo. E così prima vengono stoppate due conclusioni, una di Quagliarella (38′) e l’altra di Rigoni (42′). Poi, nel recupero, arriva l’incornata vincente di Ramírez che sfrutta l’ennesimo calcio d’angolo: la palla viene ricacciata fuori dalla porta da un difensore leccese, ma è abbondantemente dentro (46′). Finisce così, almeno con un mezzo sospiro di sollievo.

Il tabellino di Sampdoria-Lecce

Sampdoria Lecce            1

Sampdoria (4-3-1-2): Audero; Depaoli, Ferrari, Colley, Murru; Barreto (1′ s.t. Ramírez), Ekdal, Vieira; Bertolacci (21′ s.t. Leris); Bonazzoli (21′ s.t. Rigoni), Quagliarella.
A disposizione: Falcone, Avogadri, Augello, Chabot, Jankto, Caprari, Murillo, Gabbiadini, Bereszynski,
Allenatore: Ranieri.

Lecce (4-3-1-2): Gabriel; Meccariello (42′ s.t. Rispoli), Lucioni, Rossettini, Dell’Orco; Petriccione, Tachtsidis, Tabanelli; Sachov (24′ s.t. Mancosu); Falco, Lapadula (24′ s.t. Babacar).
A disposizione: Vigorito, Riccardi, Vera, Dumancic, La Mantia, Dubickas, Calderoni, Rimoli, Imbula.
Allenatore: Liverani.
Arbitro: Massa di Imperia.
Assistenti: Tegoni di Milano e Caliari di Legnago.
Quarto ufficiale: Di Martino di Teramo.
VAR: Di Paolo di Avezzano.
AVAR: Giallatini di Roma 2.

Reti: p.t. 8′ Lapadula; s.t. 46′ Ramírez.

Note: espulso al 27′ s.t. Tachtsidis per doppia ammonizione; ammoniti al 28′ p.t. Ekdal, al 43′ p.t. Petriccione, al 9′ s.t. Meccariello, all’11’ s.t. Ferrari, al 29′ s.t. Vieira, al 31′ s.t. Depaoli per gioco scorretto, al 49′ p.t. Tachtsidis per proteste; recupero 4′ p.t. e 4′ s.t.; abbonati 17.031 (rateo 177.402 euro), paganti 1.654 (incasso 28.171 euro); terreno di gioco in buone condizioni.

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