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Una Sampdoria esaltante esce sconfitta dall’ “Allianz Stadium”, ma lo fa a testa altissima dopo una partita giocata per lunghi tratti alla pari con i pluri campioni d’Italia.

Primo tempo

Giampaolo deve rinunciare ad Andersen, squalificato, e lascia in panchina anche Tonelli affidandosi alla coppia di centrali Ferrari-Colley. Per il resto non ci sono sorprese, con Ekdal in mezzo al campo e Ramirez a supporto del duo di attacco Caprari-Quagliarella. La Juventus si schiera in modo speculare con Dybala a supporto di Mandzukic e CR7.

La Sampdoria entra in campo contratta, con timore reverenziale (come dirà al termine Giampaolo) e ne paga le conseguenze perché la Juve al 2′ minuto è già in gol: Ronaldo è servito sulla sinistra da Dybala, si accentra di poco e scaglia un destro che rimbalza davanti ad Audero  e lo trafigge alla sua sinistra; troppo lo spazio lasciato al portoghese che difficilmente sbaglia in questi casi. Partita subito in salita e blucerchiati che subiscono l’avversario, tanto che Dybala al 24′ sfiora il raddoppio di sinistro.

Ma, come spesso succede, un episodio cambia l’andamento della gara: accade al 30′, quando, su calcio d’angolo di Caprari, saltano Ekdal ed Emre Can; il tedesco di origine turca devia il pallone con il braccio leggermente staccato dal corpo e  l’arbitro concede il rigore dopo l’intervento del VAR; nessuno, o quasi, a velocità normale si era accorto di nulla. Quagliarella dal dischetto non sbaglia e segna così nella sua nona partita consecutiva, portando il totale delle sue reti in campionato a 12.

Il gol ha un effetto tonificante perché i blucerchiati cominciano a macinare gioco costringendo i bianconeri nella propria metà campo. anche se, sul finire del tempo,sono prima Dybala (42′) e poi Chiellini, nel recupero, a impensierire Audero.

Secondo tempo

Si ricomincia e la Sampdoria ci prova subito con Caprari ma il tiro è debole (3′). Partita equilibrata sul piano del gioco, ma la Juve quando spinge può far male da un momento all’altro. E infatti Audero deve superarsi su un gran tiro di Matuidi, che riesce a deviare alla sua sinistra(13′) e poi sul solito Ronaldo che scaglia uno dei suoi soliti missili terra-aria che il portiere doriano a malapena riesce a deviare sulla traversa (15′).

A questo punto la Juve ricomincia a spingere, la difesa doriana va in affanno e, poco dopo, capitola. Ci vuole però un nuovo intervento del VAR: sugli sviluppi di un angolo, Ferrari tocca il pallone con un braccio; tocco quasi impercettibile e l’arto è più attaccato al corpo di quanto non lo fosse quello di Emre Can nel primo tempo; ma il metro di giudizio è lo stesso e l’arbitro concede il rigore. Dal dischetto  CR7 realizza la doppietta tirando dritto per dritto (20′).

A questo punto, Giampaolo dà spazio a Defrel al posto di Caprari (22′); ma è ancora Quagliarella a coordinarsi benissimo e calciare in modo forte e centrale verso Perin; il tiro è però alto (24′). Allegri toglie Mandzukic per Bernardeschi (24′). Intorno alla mezz’ora è il momento di Saponara che rileva Ramirez (27′). La Juve si fa ancora pericolosa con Dybala, molto attivo ma sfortunato nelle conclusioni, e i blucerchiati con il solito Quagliarella. Poco dopo entrano Jankto per Ekdal da una parte e Douglas Costa per Matuidi dall’altra (36′).

Ma le emozioni sono in serbo per il recupero e protagonista, stavolta sfortunato a differenza dell’Olimpico, è, ancora una volta, Saponara: su un rinvio errato di Perin intervengono Defrel e Alex Sandro che tocca per ultimo indirizzando il pallone verso il trequartista il quale si coordina e di sinistro indovina il sette alla destra del portiere avversario. Gol meraviglioso ed esultanza alle stelle, quasi come a Roma, ma è tutto inutile: Saponara era in fuorigioco e non è stato rimesso in gioco dal tocco di Alex Sandro in quanto, da regolamento, non volontario. Una regola che probabilmente andrebbe rivista. Il tutto è certificato dal VAR.

Una vera beffa per la Sampdoria che pareggiando non avrebbe rubato nulla. I blucerchiati tornano così a casa senza punti ma dopo una grande prestazione. Alla fine resta l’amaro in bocca per un pareggio svanito in un attimo, ma anche la consapevolezza che, giocando in questo modo, la permanenza nei quartieri alti della classifica è un obiettivo ampiamente raggiungibile.

Il tabellino:

Juventus 2 Sampdoria 1

Juventus (4-3-1-2): Perin; De Sciglio, Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Can, Pjanic, Matuidi (36′ s.t. D. Costa); Dybala, Mandzukic (24′ s.t. Bernardeschi), Ronaldo.
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, Benatia, Khedira, D. Costa, Kean, Bonucci, Spinazzola.
Allenatore: Allegri.

Sampdoria (4-3-1-2): Audero; Sala, Ferrari, Colley, Murru; Praet, Ekdal (36′ s.t. Jankto), Linetty; Ramírez (27′ s.t. Saponara); Quagliarella, Caprari (22′ s.t. Defrel).
A disposizione: Rafael, Belec, Vieira, Jankto, Leverbe, Regini, Tavares, Tonelli, Rolando, Kownacki.
Allenatore: Giampaolo.
Arbitro: Valeri di Roma 2.
Assistenti: Valeriani di Ravenna e Vivenzi di Brescia.
Quarto ufficiale: Marinelli di Tivoli.
VAR: Maresca di Napoli.
Assistente VAR: Del Giovane di Albano Laziale.

Reti: p.t. 2′ Ronaldo, 33′ Quagliarella rig.; s.t. 20′ Ronaldo rig.

Note: ammoniti al 36′ p.t. Matuidi, al 37′ p.t. Ferrari, al 26′ s.t. Rugani per gioco scorretto, al 47′ s.t. Saponara per comportamento non regolamentare; recupero 3′ p.t. e 8′ s.t.; abbonati 23.385 (rateo 1.323.428 euro), paganti 15.864 (incasso 1.392.775 euro); terreno di gioco in buone condizioni.

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