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La trattativa per la cessione del club tra l’attuale proprietario della Sampdoria, Massimo Ferrero, e il gruppo americano che ha il suo referente in Gianluca Vialli, a meno di clamorosi colpi di scena, è definitivamente saltata.

Secondo quanto riportato da “Il Secolo XIX”, CalcioInvest, la cordata di investitori che fa capo a  Jamie Dinan e Alex Knaster, ha deciso di ritirarsi ritenendo “eccessive” le richieste di Ferrero.

Le due parti in causa hanno precisato le loro posizioni in due note ufficiali diffuse nella giornata del 7 ottobre.

La nota di CalcioInvest sul fallimento della trattativa

Gli americani, si legge nella nota,  dopo un “lungo e attento processo di due diligence, svolto con entusiasmo e professionalità” hanno considerato il valore attuale del club Sampdoria “nettamente superiore ai valori di mercato” tenendo conto della necessità di effettuare importanti investimenti “per riportare il club a livelli di competitività all’altezza della sua tradizione“. CalcioInvest, inoltre, “rammaricandosi per l’esito della trattativa, purtroppo protrattasi ben oltre l’inizio della stagione agonistica, si augura vivamente che la società e la squadra riescano a superare al più presto il momento di difficoltà”.

Il gruppo “ringrazia inoltre la società S.Quirico SpA (la holding dei Garrone) per la disponibilità dimostrata in questi mesi nel tentativo di favorire la transazione tra le parti“. Come è noto, infatti, la famiglia Garrone è stata molto attiva per favorire il buon esito della trattativa.

In definitiva, stando a quanto è trapelato, Ferrero avrebbe valutato il club 100 milioni a cui avrebbero dovuto essere sommati i debiti da pagare.

La risposta della Sampdoria

La risposta della Holding Max, la società che controlla il club, non si è fatta attendere ed è arrivata tramite una nota pubblicata sul sito ufficiale della Sampdoria.

Nel comunicato si prende atto della decisione di controparte di ritirarsi “per la seconda volta” (la prima fu lo scorso giugno). Si ribadisce che la valutazione del club è sempre stata “quella indicata in più lettere di intenti da tempo sottoscritte dalle parti” e che essa ” non può certo essere ridotta a causa di una momentanea situazione di classifica, assolutamente contingente, che non rispecchia il valore della squadra e dalla quale, come sempre abbiamo dimostrato, usciremo continuando a fare il nostro lavoro in piena unità e armonia“.

Seguono i ringraziamenti alla S. Quirico e l’auspicio di concludere una trattativa così lunga “dando esecuzione ai documenti precontrattuali sottoscritti dalle parti, nella piena conoscenza della situazione economico-finanziaria e patrimoniale del club“.

Trattativa: rimane ancora uno spiraglio?

Una conclusione, quest’ultima, che sembrerebbe lasciare ancora aperto uno spiraglio per la riapertura della trattativa. Ma è chiaro che, ad oggi, sembra insanabile la divergenza tra chi ritiene di dover effettuare importanti investimenti per valorizzare il club e chi invece è convinto di trovarsi in una situazione di difficoltà momentanea a livello di risultati. Insomma, in altre parole, le parti devono anche mettersi d’accordo se la squadra sia scarsa oppure no. Nel frattempo forse è meglio pensare a salvare il salvabile in un campionato che peggio di così non avrebbe potuto cominciare.

 

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