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Una Sampdoria sottotono cede in casa ad un Parma cinico e ben disposto in campo che ha capitalizzato un gol segnato nel primo tempo, chiudendo poi tutti gli spazi. I blucerchiati ci hanno provato e le occasioni almeno per pareggiare l’incontro ci sono state anche se nell’ambito di una partita complessivamente non ben giocata. Sconfitta che brucia e posizione in classifica nuovamente pericolante.

Sampdoria-Parma: primo tempo

Ranieri manda in campo Vieira e schiera Ramirez dietro le punte. Per il resto, tutto confermato. Il 4-3-3 di D’Aversa prevede invece il tridente Cornelius, Kulusevski, Gervinho.

Sampdoria che ha il possesso palla ma il palleggio è lento e non impensierisce un Parma ben arroccato e pronto a ripartire velocemente. E gli ospiti falliscono infatti, di poco il bersaglio con Kucka (15′ e 18′). Ma il vantaggio arriva poco dopo su azione di calcio d’angolo: è sempre Kucka che di testa sorprende la difesa blucerchiata. Si tratta di uno schema sicuramente provato in allenamento, ma la retroguardia di casa nell’occasione non appare esente da colpe (21′).

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Partita in salita contro una squadra ben organizzata in difesa: ci vorrebbe una circolazione di palla più veloce e qualcuno che saltasse l’uomo, specie sulle fasce perché altrimenti la sensazione è quella di continuare a sbattere contro un muro. E tuttavia qualche occasione arriva, come al 39′ quando Murru, servito da Gabbiadini, calcia sporco verso Sepe e l’opportunità sfuma. Poi è Vieira ad impegnare il portiere avversario in chiusura di tempo (44′).

Sampdoria-Parma: secondo tempo

Si riparte e il Parma si fa minaccioso già al 2′ con Gervinho sul quale è provvidenziale Colley. Poi è Ramirez che prova a far valere le sue doti nel gioco aereo ma il colpo di testa, a seguito di un cross di Murru, finisce fuori di poco (12′). Poco dopo, doppia sostituzione di Ranieri che getta nella mischia Léris per lo stesso uruguaiano e Linetty per Vieira, già ammonito (14′). Il doppio cambio sortisce effetti in mezzo al campo perché il polacco è in palla e permette di incrementare la spinta in avanti, ma non sulla fascia dove il francese è estremamente fumoso e poco preciso. Ci vorrebbe un cambio di marcia contro una squadra che fa del contropiede la sua arma migliore, con Gervinho che scappa da tutte le parti anche se poi, come spesso gli accade, si perde al momento della conclusione o dell’assist.

Un episodio potrebbe cambiare le sorti dell’incontro: al 19′ punizione dai venticinque metri. Gabbiadini sistema accuratamente il pallone e poi calcia forte e a spiovere scavalcando la barriera; la sfera colpisce la parte superiore della traversa e termina sul fondo. Niente da fare.

Ma l’occasione d’oro arriva dieci minuti dopo: Quagliarella, servito in profondità è vistosamente trattenuto da Dermaku poco dopo aver fatto ingresso in area. Rigore netto. Sul dischetto va lo stesso capitano che calcia dritto per dritto, Sepe rimane fermo con il corpo e respinge; sulla palla si avventa Jankto che rimette in mezzo per lo stesso Quagliarella che realizza da un passo (29′). L’incantesimo sembra rotto, ma non è così perché l’arbitro annulla, previo intervento del VAR, in quanto il ceco è entrato in area troppo presto e quindi, quando ha toccato la palla, era in posizione di fuorigioco.

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Tocca a Caprari al 35′ (fuori Jankto): la mossa della disperazione. E poco dopo il pareggio potrebbe arrivare perché addirittura Colley viene messo davanti al portiere dopo un bello scambio, ma Sepe si esalta ancora (38′). Dopo 6 minuti di recupero termina l’incontro.

Sampdoria: sconfitta pesante ma non si parli solo di sfortuna

Certo, un pareggio sarebbe stato giusto ma per la Sampdoria non si può parlare solo di sfortuna: ci sono limiti evidenti a livello di gioco, di condizione e, per quanto riguarda alcuni elementi, anche tecnici (Léris non convince per niente). In attesa degli indispensabili rinforzi Ranieri dovrebbe forse cominciare a dare qualche chance in più a chi finora ha giocato meno (un esempio è Maroni). Per il resto, bisogna stringere i denti: è una stagione di sofferenza e bisogna calarsi nella realtà di una lotta per non retrocedere a cui in estate certamente non pensava nessuno.

Ora è tempo di derby, a cui anche l’altra genovese arriva in condizioni precarie: se Atene piange Sparta non ride, magra consolazione. Partita che comunque forse arriva al momento giusto per un indispensabile riscatto.

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Il tabellino:

Sampdoria 0  Parma           1

Sampdoria (4-3-1-2): Audero; Thorsby, Ferrari, Colley, Murru; Vieira (14′ s.t. Linetty), Ekdal, Jankto (35′ s.t. Caprari); Ramírez (14′ s.t. Léris); Gabbiadini, Quagliarella.
A disposizione: Seculin, Falcone, Augello, Chabot, Rigoni, Regini, Maroni, Murillo.
Allenatore: Ranieri.
Parma (4-3-3): Sepe; Darmian, Iacoponi, B. Alves, Gagliolo; Kucka (1′ s.t. Brugman), Hernani, Barillà; Cornelius (23′ s.t. Dermaku), Kulusevski (40′ s.t. Grassi), Gervinho.
A disposizione: Colombi, Alastra, Laurini, Scozzarella, Adorante, Sprocati, Pezzella.
Allenatore: D’Aversa.
Arbitro: Abisso di Palermo.
Assistenti: Di Iorio di Verbano-Cusio-Ossola e Pagliardini di Arezzo.
Quarto ufficiale: Dionisi dell’Aquila.
VAR: Di Paolo di Avezzano.
AVAR: Carbone di Napoli.

Rete: p.t. 21′ Kucka.

Note: ammoniti al 35′ p.t. Cornelius, al 5′ s.t. Vieira, al 27′ s.t. Gabbiadini, al 29′ s.t. Dermaku, al 44′ s.t. Thorsby per gioco scorretto; recupero 1′ p.t. e 6′ s.t.; abbonati 17.031 (rateo 177.402 euro), paganti 2.485 (incasso 23.506 euro); terreno di gioco in buone condizioni.

 

(Fonte dati: https://www.sampdoria.it/)

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