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27 Gennaio, il giorno della Memoria. Un giorno per ricordare tutte le vittime della Shoah. La parole è un termine ebraico che significa “Olocausto”. Ed è riferito agli oltre sei milioni di morti causati dal regime nazista nei confronti non solo degli ebrei, ma anche di zingari, slavi, cechi e infermi di qualsiasi tipo.

Libri, documentari, film su questo argomento non si contano. Da oggi fino al 27 tratterò di quattordici film che, a mio avviso, sono le migliori finestre sul tema. Alcuni sono film famosi, altri un po’ meno.

E oggi inizio da un film che sicuramente rientra fra questi ultimi. “Monsieur Batignole” film francese del 2002, diretto ed interpretato da Gérard Jugnot.

Monsieur Batignole, trama e recensione

Parigi, estate 1942. Nella Parigi occupata vive Edmond Batignole, di professione macellaio. Il futuro genero, fanatico collaborazionista, lo coinvolge (con l’inganno) nell’arresto della famiglia ebrea dei Bernstein, suoi vicini di casa e lo convince a prenderne possesso. Ma Simon, uno dei figli, riesce a scappare e scopre tutto. Edmond, sentendosi in colpa, decide di nascondere il ragazzo, il quale viene presto raggiunto da due cuginette, i cui genitori sono stati a loro volta deportati. Contro tutto e tutti, il timido macellaio decide di salvare i tre ragazzi.

Il film non è il massimo dell’ispirazione. Infatti presenta diversi buchi a livello di sceneggiatura e, benché il protagonista sia ben caratterizzato, lo stesso non vale per gli altri personaggi. Allora perché questo film è in lista? Perché il regista critica ferocemente i suoi connazionali e non a caso il film è ispirato ad un evento storico poco conosciuto il “Rastrellamento del velodromo d’inverno”.

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Il governo francese, nel 1942, arrestò e condusse nel velodromo d’inverno (una pista ciclistica parigina) 13.152 persone di fede ebraica, per poi deportarle ad Auschwitz. La cosa più agghiacciante? Che il rastrellamento non fu ordinato dal governo tedesco (come avvenne a Praga) ma su iniziativa del governo francese per ingraziarsi i tedeschi. Infatti Adolf Eichmann, il principale responsabile della Shoah, non aveva autorizzato in alcun modo l’operazione, e si limitò ad approvarla a distanza di giorni (qualcuno dice di settimane).

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Quindi anche un film non eccezionale come Monsiuer Batignole, che rimane comunque un buon prodotto, riesce a trasmettere un messaggio forte. Che non furono solo i nazisti i “cattivi” della situazione, ma peggio furono i collaborazionisti. Non a caso il genero di Edmond è così fanatico da voler cambiare il proprio nome, è disposto ad uccidere il bambino pur di ingraziarsi il comandante delle SS, il quale però lo disprezza. Tanto che, quando Edmond lo ucciderà per leggitima difesa, dirà “Come se la morte di collaboratore minore mi importasse”

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