Lo Stadio Maradona è un luogo che custodisce i ricordi di tantissimi tifosi napoletani. Il calcio è sempre stato motivo di orgoglio per la città, ancor di più nei momenti di decadenza, quando ha permesso a tanti cittadini di continuare a sognare. Per questo il Fondo Ambiente Italia ha deciso di dedicare le sue Giornate di Primavera allo stadio.
Un successo di visitatori
I grandi numeri di visitatori, con lo stadio che è stato il luogo più visitato in Italia per le Giornate FAI di Primavera, hanno premiato questa decisione. La visita è stata improntata sul racconto dell’architettura dello stadio.
Dal murale di Jorit alla storia dell’impianto
Inizialmente si è ammirato il murale dell’artista Jorit, che ha ritratto diversi giocatori scelti dai tifosi tramite un sondaggio. Poi la visita si è spostata verso l’interno, con la spiegazione del progetto iniziale dell’architetto Cocchia, con un unico anello e il nome Stadio del Sole. La prima partita giocata fu Napoli-Juve 2-1.
Il secondo anello fu ricavato con uno scavo al di sotto del livello stradale, mentre i posti in piedi, negli anni di Maradona, arrivavano a oltre 80.000. Ora sono poco più di 70.000, ma tutti a sedere.
I ricordi e gli spazi interni
Girando attorno alla pista di atletica sono riaffiorati per tutti i ricordi personali; per me, quello della prima volta in cui vidi Maradona con l’orecchino di diamante. Il percorso del FAI ci ha poi condotti verso la botola usata dai giocatori ospiti per salire in campo, la stessa utilizzata per presentare Diego ai tifosi nell’82.
La parte più interessante è stata la visita agli spogliatoi, con le panche per i massaggi, le vasche di acqua calda e fredda per il recupero muscolare e gli spazi personali dei giocatori.
Un’esperienza oltre il tifo
I visitatori si sono poi divertiti a simulare una conferenza in sala stampa, come se fossero stati loro gli allenatori o i dirigenti della squadra. Alcuni erano tifosi di altre squadre, in visita a Napoli, curiosi sia di vedere lo stadio sia di conoscere altri appassionati di calcio, superando così le rivalità.
Per noi volontari FAI è stato bello vedere tanta passione, ma anche difficile controllare i grandi gruppi e impedire possibili danneggiamenti.
L’idea di un percorso stabile
Sicuramente le visite hanno portato alla luce l’opportunità e l’esigenza, da parte del pubblico, di creare un percorso di visita allo stadio al di fuori degli eventi sportivi. Guardate il video della visita per cogliere le reazioni spontanee ed emotive di tutti, compresi i sostenitori di squadre avversarie.


