Sono diventate quattro le coppie che chiedono chiarimenti sulla tracciabilità degli embrioni crioconservati all’ospedale San Paolo di Napoli, dopo il caso sollevato da due genitori che hanno sottoposto la propria bambina a test genetici. Secondo quanto denunciato dalla coppia, la piccola, nata il 3 giugno 2025 dopo un percorso di fecondazione in vitro, non sarebbe biologicamente figlia loro.
Sulla vicenda sono in corso accertamenti. L’Asl Napoli 1 ha escluso la possibilità di uno scambio di embrioni, mentre, secondo quanto riferito dal parlamentare di Avs Francesco Emilio Borrelli, stanno indagando i Nas coordinati dalla Procura di Napoli.
I dubbi dopo i test
I sospetti dei genitori sarebbero iniziati dopo aver verificato che il gruppo sanguigno della bambina non corrispondeva a quello della madre né a quello del padre.
Gli approfondimenti successivi, compreso il test del Dna, avrebbero poi indicato l’assenza di un legame biologico con la coppia.
Da qui la denuncia e la richiesta di ricostruire quanto avvenuto durante il percorso di procreazione medicalmente assistita.
Altre coppie chiedono risposte
Il caso ha provocato preoccupazione anche tra altre famiglie che hanno embrioni congelati e conservati nel centro di procreazione medicalmente assistita del San Paolo.
Secondo Borrelli, sarebbero almeno altre tre le coppie che hanno chiesto informazioni, portando a quattro il numero complessivo delle famiglie che chiedono chiarimenti.
Il parlamentare riferisce inoltre che, secondo quanto emerso sulla vicenda, sarebbero state riscontrate carenze nei dati ed errori nelle trascrizioni. Si tratta di elementi sui quali dovranno essere effettuate le necessarie verifiche.
Accertamenti ancora in corso
Saranno ora gli accertamenti in corso a dover chiarire cosa sia effettivamente accaduto e se vi siano state responsabilità o errori nella gestione degli embrioni.


