Registrati
Ti sarà inviata una password tramite email.
0 0 Voto
Vota Articolo

Riflessioni, applausi e risate al Teatro Nuovo di Salerno grazie allo spettacolo messo in scena da Gianni D’Amato, giovane regista salernitano appassionato di teatro ma soprattutto di William Shakespeare

Infatti in occasione del 400esimo anniversario della morte del drammaturgo inglese, che cade proprio il 23 aprile 2016, quale modo migliore per omaggiarlo, se non, mettendo in scena una delle sue commedie più famose: Sogno di una di mezza estate. Un’atmosfera intima e colorata traspariva dal palco grazie a stupende scenografie realizzate da giovani mane della Compagnia Le Ombre, nella quale si muovevano altrettanti giovanissimi attori, chi con più esperienza e chi con meno, esprimendo parole shakespeariane con decisione e forte emozione.

Amori, tradimenti, magia e simpatia, tutte caratteristiche che il pubblico che ha riempito la sala ha notato grazie alla bravura di attori che prima ancora di amare il testo da studiare, amano il teatro e ne fanno il loro stile di vita. Cosa pensa Gianni D’Amato di questo spettacolo, avendolo vissuto sia come regista che come attore? Scopriamolo insieme.

Un giovane regista che prende un testo del drammaturgo inglese e lo traspone in chiave ironica. Da dove nasce questa tua idea?

“Partendo dal presupposto che Shakespeare è tra i più grandi drammaturghi ma purtroppo non è conosciuto bene. Tutti sanno chi è ma nessuno conosce per bene cosa c’è scritto in quelle righe, cosa voleva dire e cosa faceva. Non è semplicemente romantico Romeo e Giulietta o divertente Sogno di una Notte di Mezza Estate ma ci sono tante cose dentro che vengono sottovalutate. Preso dalla curiosità dopo ore di laboratorio prendo il testo, passano 400 anni e non omaggi il drammaturgo? Ho provato a scriverlo in una maniera più semplice e diretta anche con parti in napoletano, proprio perché volevo sottolineare anche il meta-teatro con un teatro amatoriale”.

All’interno dello spettacolo fa il personaggio che manipola alcuni atteggiamenti e alcune situazioni, ossia Oberon. In quale personaggi invece ti rivedi maggiormente pensando alla tua vita? 

“Come mi capita spesso quando faccio una regia, sia per un laboratorio teatrale che per una commedia, mi rendo conto che alla fine un po’ tutti i personaggi hanno qualcosa di me, inevitabilmente dai un po’ di te, dai delle sfaccettature che ritrovi tra quelle righe. Sono un po’ matto quindi Puck è quel personaggio che ri rispecchia maggiormente. Dovevo però fare Oberon, mi ha sempre affascinato vederlo da fuori e volevo provare a vedere come era fatto da me”.

Giovane regista che si interfaccia con giovani attori, con esperienza e chi alle prime armi. Come instauri con loro un rapporto di lavoro per il teatro? 

“Sono giovanissimi e mi fido di loro perchè lo fanno con passione, impegno e professionalità. Come mi interfaccio con loro? Il teatro ha un linguaggio universale e il bello del teatro è proprio questo: qui non ho problemi a confrontarmi con ragazzi più grandi di me o più piccoli di me, proprio perchè il teatro pone tutti sullo stesso livello”.

Progetti futuri per la compagnia e anche per il laboratorio?

“Molti ragazzi che lavorano con me, per fortuna, si affacciano anche fuori e fanno esperienze diverse. Saggi in vista per la scuola e per la compagnia continueremo con Sogno di Una Notte di Mezza Estate, proveremo a lanciarlo anche in altri teatri e fuori Salerno”.

I costumi ideati da Mariachiara Basso e le scenografie ideate dalla stessa sotto indicazioni del regista, hanno creato un’atmosfera fiabesca e incantata, fedele al testo. A rendere lo spettacolo ancora più magico, un dolce suono di violino riecheggiava tra le mura del teatro, tra sogno e realtà, grazie al talento e alle composizioni di Maria Scognamiglio. Un fantastico sogno dove è possibile addentrasi per vivere la magia del teatro, grazie a dolci parole e abbracci rubati., baci desiderati e pianti toccanti, battute napoletane e risate goliardiche, tutto questo in un unico spettacolo, grazie non solo al testo di William Shakespeare ma soprattutto al talento di chi vive di pane e teatro come la Compagnia Le Ombre di Salerno.

 

Print Friendly, PDF & Email
0 0 Voto
Vota Articolo

A proposito dell'autore

Un pizzico di arte, una soffiata di teatro, colori di moda e un bicchiere di vino. Ingredienti giusti per garantire affidabilità e passione di Clemente Donadio. Un giornalista che segue le riga di Oscar Wilde e si fa trasportare dal senso estetico di Gabriele D’Annunzio. Un amante delle camicie di Armani e delle passerelle della moda. Giornalista della propria città, si affaccia al mondo della moda con passione e audacia, cercando nel particolare la grande bellezza e lo stile raffinato. Intraprendente critico, è alla continua ricerca di forma estetica anche nel mondo della fotografia e tra il sipario di un teatro. Il tutto si può riassumere in un aforisma di Wilde: “Si dovrebbe essere un’opera d'arte, o indossare un'opera d'arte”.

Post correlati

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
0
Clicca qui e lasciaci un commento! Grazie.x
()
x