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Dignità autonome di prostituzione, uno spettacolo di Luciano Melchionna, dal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna

A chi mi chiede: “Perchè torni a vedere lo stesso spettacolo ogni anno?” rispondo che, se si tratta di “Dignità autonome di prostituzione“, la definizione lo stesso spettacolo è assolutamente mendace.

Un format ricco, variegato e folle come quello partorito dalla premiata ditta Cianchini-Melchionna non ripropone mai lo stesso copione, in quanto, per la struttura del lavoro stesso, esso non è mai uguale: non cambiano gli attori, ma i ruoli. Chi ha avuto il coraggio -e i dollarini- per inoltrarsi nella casa chiusa dell’Arte ha ascoltato, in compagnia di una lacrima di commozione dovuta anche alla bravura di Gianluca Merolla, la storia de “Il Nella” e ha seguito Momo che, filiforme e quasi eterea, si inerpicava per gli antri più segreti del teatro Bellini con lo scopo di trovare un angolo in cui poter narrare una vicenda che risuona, alle orecchie dello spettatore affascinato, in qualche modo nota.

Ma il tempo è sempre troppo poco, per questo spettacolo che è, più che altro, una vera e propria esperienza teatrale, anzi sensoriale, a tutto tondo, dove si ascolta, si ride, si piange, si riflette e si balla persino. Chi potrebbe rinunciare a fare la coda e a contrattare il prezzo della prestazione con Daniele Russo (Lia e Pussilleco), a fronte di tanta bellezza e sfrontatezza? E perchè non concedersi un massaggio con Sara Esposito (la massaggiatrice) o regalarsi il piacere di incontrare H.E.R. (la Dama del fiume) ?

Con un cast in scena di quaranta persone (tra attori e musicisti) il cliente-spettatore sceglie come spendere la sua dote di dollarini, consegnati insieme al biglietto, e soprattutto contratta -in una performance che diventa inevitabilmente teatro nel teatro– il prezzo da pagare.

Mi paghi prima, e anche dopo se ti è piaciuto!

In questo slogan c’è tutto il senso di uno spettacolo che, quest’anno, si presenta la pubblico napoletano con un plusvalore: la possibilità di trascorrere il 31 dicembre con DAdp; alle 23.00, infatti, la celebre Casa Chiusa dell’Arte darà il via a un party che andrà avanti fino all’alba, in un crescendo di baldoria e sorprese.
La notte di Capodanno il pubblico avrà una dote infinita di  dollarini con i quali  acquistare innumerevoli Pillole del Piacere Teatrale, per poi ballare fino all’alba e accogliere il 2016.

Ph: Luigi Maffettone
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