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Il nuovo spettacolo di Gea Martire stupisce fin dal titolo: “Mulignane”

Di scena al Nuovo Teatro Sancarluccio dal 28 aprile ore 21.00, fino al 1° Maggio in cui lo spettacolo si terrà alle ore 18.00, il nuovo lavoro teatrale di Gea Martire, tratto da un racconto di Francesco Prisco la cui regìa è stata affidata ad Antonio Capuano.

Il titolo ha una doppia valenza: da un lato esse rappresentano la remissiva accettazione di un sesso estremo, moneta di scambio per sfuggire alla solitudine di una vita senza un uomo, ma dall’altra sono la catarsi, la vendetta culinaria di chi non serve il piatto freddo ma bollente. Va precisato -per i non partenofoni- che con il termine mulignane si intende sia l’ortaggio melanzana che il livido provocato dalle pratiche di Bondage.

 

E’ a questo mondo che la nostra protagonista, volutamente senza nome, si affida persa nella più cupa delle disperazioni (essere senza un uomo) dopo aver provato con l’ arrogante, con il pagliaccio o con un rimorchio; qualunque cosa, pur di sfuggire al senso di inadeguatezza e di bruttezza che scaturisce da una solitudine non cercata e non accettata socialmente.

Ma si sa che, a furia di praticare, si allenano muscoli sconosciuti che danno nuova forza. E tutto si ribalta. E arrivano le melanzane alla parmigiana, servite talmente calde da risultare bollenti. Attraverso il ruoto, dunque, si può arrivare alla Luce, alla liberazione, ad una nuova coscienza di sé. Il tono è comico, certo, la tematica suscita profonde riflessioni ma ciò che incuriosisce di questo nuovo spettacolo della Martire è il linguaggio.

Probabile motivo per cui esso è vietato ai minori di 14 anni.

 

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