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Rinnovare la politica per cambiare l’ Italia

Nel libro “Cambiando l’Italia –Rinnovare la politica, ritrovare la fiducia” edito dalla Casa Editrice Marsilio ed acquistabile al prezzo di 14 euro, Graziano Delrio riflette sul percorso umano e culturale che ha condotto alla svolta più radicale impressa alla politica italiana degli ultimi anni e, allo stesso tempo, sulle scelte che stanno trasformando in profondità il paese: dalle nuove leggi sul lavoro alle riforme della scuola, della pubblica amministrazione e delle istituzioni. La vecchia classe politica andava rottamata, come ha più volte ribadito Matteo Renzi, ed inaugurare un nuovo corso della politica più vicina al cittadino e soprattutto dovevano essere abolite le correnti quali mezzo per fare carriera.

La spinta principale a mettersi in gioco era nata in particolare dalla devastante crisi del lavoro contemplato anche dalla nostra Costituzione, che purtroppo mancava e continua a mancare, creando molti disoccupati sia giovani sia meno giovani che avevano un lavoro e l’hanno perso. L’ autore di questo libro afferma che esso attiene all’ uomo, e nella sua sostanza alla sua capacità di pensare, al suo presente ed al suo futuro. Inoltre è la palestra di ogni vita, esattamente come la famiglia: allena le nostre energie migliori e permette di dare senso e sostanza alla nostra umanità anche quando non è ben pagato o è poco gratificante. Per cui bisogna soprattutto uscire dalla crisi economica che investe il nostro paese da anni e che Monti che all’inizio era considerato come una sorta di salvatore della Patria, con le politiche di austerità non l’ha risolta.

 

Ad essere riformate sono anche la scuola quale centro della vita di una comunità: nell’ essere il luogo della conoscenza e dell’apprendimento e dove si fa esercizio di cittadinanza e ci si relaziona tra persone diverse per età e cultura, si sperimenta la convivenza e ci si misura con i diritti propri ed altrui.

Ma si parla anche di riformare la PA sia per quanto riguarda il personale sia per quanto attiene alla burocrazia che è molto lenta ed va semplificata e velocizzata, e soprattutto bisogna sviluppare il Mezzogiorno dove vi è il tasso più elevato di disoccupati -in particolare giovani- rispetto al resto del nostro paese, che emigrano altrove alla ricerca di un’occupazione e di condizioni di vita migliori e creare le infrastrutture che mancano e rendere efficienti le poche che ci sono. Tuttavia, come si afferma nel libro, vi è anche una certa resistenza al cambiamento che ha due caratteristiche, due facce: una resistenza inerziale ed una intenzionale da non sottovalutare in quanto gli status quo determinano privilegi.

Ma bisogna attuare anche le riforme istituzionali a partire dalla nostra Costituzione, che avremmo bisogno di rimodellare e soprattutto di applicarla, abolendo del Senato o sostituendolo con la Camera delle Regioni allo scopo di velocizzare l’iter formativo di una legge,oltre ad abolire le Provincie quali enti inutili. Il governo Renzi, secondo Delrio, sta combattendo, contro la resistenza al cambiamento, una battaglia che vale la pena combattere per rinnovare il paese, riportarlo allo sviluppo che gli compete, e sottrarlo alla depressione che sta colpendo gli italiani.

Tuttavia, per riuscire nell’ intento, occorre lavorare uniti anteponendo ogni divergenza interna ed esterna e lavorare per il bene del nostro paese a cominciare dalle riforme più volte promesse da Renzi e cambiare in meglio la politica affinché sia più bella, pulita e giusta per un bene comune del quale spesso i politici si dimenticano.

 

 

 

 

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