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Tra i libri candidati al Premio Campiello 2021 anche “L’ineffabile sapore della dignità” di Anna Giancontieri Mele, edito da Pegasus Edition, un intenso e piacevole romanzo che offre diversi spunti di riflessione.

“Partecipare al Premio Campiello è prestigioso. Arrivare fra i primi cinque sarebbe il riconoscimento della bontà del mio lavoro e dell’egregio supporto dell’Editore che si è fatto, senza risparmio alcuno, parte attiva in prima persona” (Anna Giancontieri Mele).

“L’ineffabile sapore della dignità” di Anna Giancontieri Mele

Sinossi: Denise è una donna colta e raffinata che divide la sua vita tra la famiglia e la passione per la scrittura. La sua esistenza viene sconvolta quando uno dei suoi due figli, Carlo, si innamora perdutamente di Maria, donna particolarmente sensuale ed attraente. La scoperta che fino a poco tempo prima in realtà lei fosse stata un uomo è qualcosa di fortemente imbarazzante per le logiche di una famiglia classico-borghese. Le diatribe in seno al nucleo familiare, le angosce e i sensi di colpa verso quel figlio che non riescono a comprendere, portano ad un appiattimento della vita coniugale della protagonista che sviluppa nel contempo un crescente desiderio di evasione.

“L’ineffabile sapore della dignità” è disponibile anche su Amazon

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“L’ineffabile sapore della dignità”Intervista all’autrice

Il suo romanzo, candidato al Premio Campiello 2021, offre molteplici spunti di riflessione, primo fra tutti quello legato ad una difficoltà che prima o poi, inevitabilmente ogni coppia si ritrova ad affrontare: l’appiattimento del rapporto. Un fenomeno che esiste da sempre, ma che oggi viene maggiormente manifestato anche a seguito dei rapporti, il più delle volte effimeri, che nascono attraverso il web. Possiamo dire che il web è un po’ una prova del nove, nel senso che se la coppia resiste e sopravvive “nonostante il web” è segno che gode di buona salute?

Ho detto, in occasione di altra intervista, che la rete internet viene considerata dagli studiosi uno dei possibili luoghi in cui spesso gli individui si incontrano, anche perché favorisce l’accesso ad un numero alto di potenziali partner in modo veloce e comodo. Da dati statistici ISTAT, non molto recenti, emergeva che le unioni libere (senza vincolo matrimoniale), nate da tali incontri, risultavano al 5° posto delle 15 possibilità prese in esame. Oggi, probabilmente, la posizione risulterebbe più alta.

Che alcuni abbiano cercato o cerchino sfogo alla solitudine o all’appiattimento coniugale su internet per pigrizia, comodità, curiosità, si sente dire abbastanza nelle varie trasmissioni televisive, anche perché si vogliono mettere in evidenza le conclusioni spesso pericolose di tale tipologia di incontri.

Ma non è questo il caso della protagonista del mio romanzo. Denise non è andata in cerca di qualcuno con il preciso scopo di trovarlo sulla rete. Il caso ha favorito quella conoscenza, nata inizialmente solo telefonicamente fra persone appassionate alla scrittura creativa, e proseguita, poi, con invii epistolari sulla rete anche per sfuggire all’atmosfera pesante creatasi in famiglia a seguito del distacco del figlio maggiore.

Per rispondere, adesso, alla sua domanda, se il web può rappresentare un po’ una prova del nove di un rapporto appiattito, nel senso che la coppia gode buona salute se riesce a resistere e a sopravvivere “nonostante il web”, io credo di poter dire che non auguro a nessuno di ricorrere a tale tipologia di fuga per sfuggire alla monotonia di un rapporto. Ma, se devo proprio rispondere, dico no, senza alcuna incertezza: la coppia resiste, a mio avviso, se il rapporto ha radici profonde e se si basa su solide fondamenta e validi principi morali; perché, se così non fosse, qualsiasi tipologia di fuga, anche fuori dal web, porterebbe al fallimento del rapporto.

Nel suo romanzo si parla anche di omosessualità. Molti passi in avanti sono stati già compiuti, ma siamo nel 2021 e la strada sembra essere ancora molto lunga.  A suo avviso quando finalmente tutti potranno vivere liberamente la propria sessualità senza il timore di provocare sofferenza nell’ambito familiare o di essere malvisti e giudicati dalla società?

L’approvazione della legge Zan, ferma al Senato, potrebbe dare una spinta positiva in tal senso, anche se penso che non basterà come non è bastata la legge sull’unione civile fra persone dello stesso sesso del 2016. Io penso, ma questo è solo il mio pensiero, che la situazione potrebbe subire effettivamente una svolta nel momento in cui coloro che credono di avere tale problema smetteranno di considerarlo tale; quando, cioè, saranno loro per primi a non evidenziarlo, loro per primi a non considerarsi diversi. Ciascuno è quel che è, e nessuno è autorizzato a non rispettare tale diritto negando all’altro di essere sé stesso.

Anna Giacontieri Mele: “Non credo nella staticità del pensiero o dei sentimenti, credo piuttosto che tutto evolva”

Leonardo e Denise. Amicizia uomo-donna, una chimera o una meravigliosa realtà?

Personalmente, mi piacerebbe molto fosse una meravigliosa realtà, anche se sono portata a pensare che l’amicizia uomo-donna, in genere, è difficile che possa durare a lungo. Il tutto, però, è soggettivo e non mi piace generalizzare, perché il mio modo di vedere può non essere valido per un’altra persona.

Ciò che sembra non è. Tutti i personaggi del suo romanzo mostrano caratteristiche caratteriali che poi si rivelano essere tutt’altra cosa. Cosa ha voluto mostrare? Delle maschere o delle insicurezze?

Maschere e insicurezze? No. Io non credo nella staticità del pensiero o dei sentimenti, credo piuttosto che tutto evolva per consapevolezza acquisita con la maturità o perché qualcosa investe in modo violento ed improvviso al punto da indurre a vedere con occhi diversi. La vita evolve e quelle che possono sembrare volti diversi della personalità, sono solo momenti di evoluzione della vita, incertezze che possono trasformarsi in certezze per presa coscienza.

A proposito di personaggi, oltre a Denise, a quale personaggio sente di rassomigliare di più?

A Denise, così come a Leonardo, ho dato in prestito la passione per la scrittura; e a tutti i personaggi alcune sfaccettature del mio carattere. Amo mettermi nei panni di ciascuno cercando di indovinarne sentimenti e pensieri nelle varie situazioni. Certamente, averli collocati negli ambienti a me cari, aver raccontato gli avvenimenti in prima persona, inducono il lettore a identificare Denise con l’autrice. Io penso, invece, di rassomigliare un po’ a tutti i personaggi creati e mi riesce difficile sceglierne uno perché sono tutte mie creature di cui condivido certe caratteristiche anche se non ne apprezzo altre, pur essendo stata io stessa ad attribuirgliele.

Premio Campiello 2021

Candidatura al Premio Campiello 2021, cosa si aspetta?

So che la posta in gioco è alta e molto ambita, non mi creo, quindi, illusioni. Non posso negare, tuttavia, che mi piacerebbe molto sedere fra i cinque della finale. Sarebbe per me un grande onore. Chi, in questa vita, non cerca conferme sul proprio lavoro?

Altri progetti in corso?

Sì, certo. Avere sempre altri obiettivi aiuta a non sentire il passare del tempo, aiuta ad immaginare, nonostante i momenti belli già vissuti, che possano essercene ancora altri.

Sto lavorando ad un altro romanzo, ma la sua pubblicazione non sarà vicina: dovrò ancora completarlo e, poi, lasciarlo un po’ a riposo per poter tornare a rivederlo più avanti con occhi distaccati.

 

 

 

 

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