Il suggestivo scenario del Circolo Velico Stabia ha ospitato la presentazione di “Sono un camorrista e mi piace il Blues”, l’intenso romanzo di Ignazio Scassillo che esplora le zone d’ombra dell’animo umano attraverso la potenza salvifica della musica.Il mare calmo di un pomeriggio estivo ha fatto da cornice a un incontro letterario che ha lasciato il segno. La Terrazza del Circolo Velico Stabia si è trasformata in un palcoscenico intimo e vibrante per la presentazione del libro “Sono un camorrista e mi piace il Blues”, un lavoro certosino di Ignazio Scassillo.
L’evento non è stato una semplice presentazione editoriale, ma un vero e proprio viaggio sensibile nelle contraddizioni più profonde dell’uomo. Il titolo, provocatorio e magnetico, funge da chiave d’accesso a una narrazione che scava nel profondo, portando il lettore a confrontarsi con una realtà complessa, dove il confine tra luce e oscurità si fa sottile.

Attraverso la storia del protagonista, Scassillo accompagna il pubblico in un percorso di introspezione, dove le scelte difficili e il peso delle azioni passate si scontrano con un desiderio mai sopito di riscatto.Il cuore pulsante dell’opera – e del dibattito tenutosi sulla terrazza – è il Blues. Non solo come genere musicale, ma come linguaggio universale, l’unico capace di dare voce alle ferite che le parole faticano a descrivere.
Nel racconto di Scassillo, la musica diventa lo specchio dell’anima: è attraverso le note che il protagonista cerca di ritrovare sé stesso, trovando nel ritmo e nell’improvvisazione una via di fuga e, al contempo, un metodo per affrontare la propria verità. È un grido di cambiamento che risuona forte, spogliando il racconto di ogni artificio per arrivare dritti al nucleo dell’esperienza umana.L’incontro ha offerto ai presenti un’occasione preziosa di riflessione. Scassillo ha saputo coinvolgere l’uditorio in un dialogo aperto, invitando a guardare “oltre le apparenze” e a comprendere che, anche nelle pieghe più oscure di un percorso di vita, esiste sempre lo spazio per la musica, per la consapevolezza e per la possibilità di guardarsi allo specchio senza paura.
La cornice del Circolo Velico ha aggiunto una nota di armonia all’evento, unendo la profondità dei temi trattati alla bellezza del paesaggio stabiese, creando un’atmosfera carica di emozione.
“Sono un camorrista e mi piace il Blues” si conferma così non solo un libro da leggere, ma un’esperienza da ascoltare, un invito a non fermarsi mai al primo sguardo e a cercare, sempre, quella nota capace di cambiare la nostra melodia interiore.


