Fracchia la belva umana con Paolo Villaggio e Paolo Villaggio


Giandomenico Fracchia è un impiegato mite e sfortunato presso un’azienda di merendine, dove subisce costanti vessazioni dai colleghi e dal suo superiore, il dottor Orimbelli. La sua vita viene sconvolta da una straordinaria somiglianza fisica con un efferato criminale noto come “La Belva Umana”, ricercato per numerosi omicidi. A causa di questo aspetto, Fracchia viene arrestato ripetutamente in una sola notte da Carabinieri, Polizia e DIGOS.

Per evitare continui scambi di persona, le autorità rilasciano a Fracchia un lasciapassare speciale che ne attesti l’identità. Tuttavia, il criminale viene a conoscenza dell’esistenza del suo sosia e decide di sfruttare la situazione a proprio vantaggio: la Belva occupa l’abitazione di Fracchia e si impossessa del documento per agire indisturbato.

Il povero impiegato si ritrova così costretto a fare le veci del malvivente, incontrandone la madre (una donna siciliana ex prostituta) o partecipando a una rapina in banca insieme alla banda composta da Neuro, Pera e Tino.

L’epilogo

Nel tentativo di arrestare la Belva, la polizia organizza una trappola in una clinica, usando la madre del criminale come esca. Il malvivente, fiutato l’inganno, obbliga Fracchia a recarsi all’appuntamento al suo posto. Il confronto si conclude in un conflitto a fuoco in cui entrambi muoiono.

Giunti nell’aldilà, i due vengono chiamati a esibire nuovamente il lasciapassare. Poiché la Belva se ne era appropriato, lasciando a Fracchia solo una busta con ritagli di giornale, l’esito finale è ribaltato: il criminale ottiene l’accesso al Paradiso, mentre il povero Fracchia viene condannato all’Inferno.

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