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L’angolo del Nerd e dell’Otaku – Le avventure di Tin Tin

La serie segue le avventure del giornalista francese Tin Tin dal 1930 fino al 1980. Accompagnato dal fido cagnolino Milù, l’ex capitano di vascello Haddock e dagli inetti agenti dell’Interpol Dupont e Dupond, Tin Tin viaggerà per tutto il globo vivendo centinaia di avventure. Alcune di esse al limite del sovrannaturale.

Gli albi di Tin Tin, scritti e pubblicati dal fumettista belga Hergé (pseudonimo di Georges Prosper Remi), uscirono fra il 1929 e il 1983, anno di morte dell’autore. Per quanto i singoli albi siano quasi tutti autoconclusivi, non vuol dire che non ci sia una continuità fra le storie. Anzi, il mondo di Tin Tin è un complesso universo narrativo, nonostante sia reale. Niente alieni, demoni o altro. Il giovane affronta una bella quantità di sfide, contro truffatori, trafficanti di droga, terroristi eccetera.

Deve essere ricordato anche che Hergé, esattamente come Verné, anticipo una serie di avvenimenti storici, primo su tutti lo sbarco sulla Luna nell’albo “Uomini sulla Luna”. Lo sbarco sulla Luna avvenne nel 1969, la storia venne pubblicata nel 1950, nove anni prima che il programma spaziale americano partisse.

Le tavole sono caratterizzate da un tratto limpido e netto, con vignette estremamente pulite. Infatti non sono presenti altri segni oltre a quelli essenziali denominato poi ligne claire . Queste caratteristiche fanno della serie un’antesignana e un modello di riferimento per la scuola franco-belga. Le storie sono molto affascinanti e ben scritte, con temi mai banali. Lo stesso autore, per ogni storia, compì sempre un corposo lavoro di ricerca. 

Esemplare da questo punto di vista la storia “Il loto blu”. Hergé fece amicizia con uno studente cinese, tale Zhang Chogren, per informarsi sulla cultura cinese senza cadere negli stereotipi culturali. La storia si svolge principalmente in Cina, per la precisione a Shangai. Il titolo dell’album deriva dal nome fittizio di fumeria d’oppio nella stessa città. La sua amicizia con lo Zhang portò l’autore a riflettere sui problemi del colonialismo (Tintin è testimone dell’attentato ferroviario nella Manchuria del Sud, che servì da pretesto al Giappone per occupare la Cina). In particolare si preoccupò dell’occupazione giapponese in Cina: Il loto blu contiene un chiaro messaggio anti-colonialista in netto contrasto con l’opinione occidentale favorevole al colonialismo giapponese.

Non mancarono ovviamente accuse di razzismo e di antisemitismo, soprattutto per come, secondo i critici, venivano rappresentati i neri e gli ebrei. Ma fu lo stesso Hergé ad eleminare diverse tavole proprio perché si era reso conto che avrebbero offeso delle persone. Come quando cambiò nome ad un banchiere nell’Albo “La stella misteriosa” . Inoltre eliminò un dialogo fra due ebrei che si felicitavano dell’imminente fine del mondo perché così “non avrebbero pagato i loro debiti”.

Dopo la morte, moltissimi fan, nel corso degli anni, hanno richiesto la pubblicazione dell’ultimo albo, rimasto incompiuto. Tuttavia lo stesso Hergé, nel testamento, aveva vietato la pubblicazione di altre storie di Tin Tin alla sua morte.

Dalla serie sono stati tratti: una serie animata franco-canadese (arrivata in Italia su Rai2 nel 1992, inoltre su Netflix è presente la versione ridoppiata), un videogioco per Play Station 2 e il film di Steven Spielberg “Le avventure di Tin Tin – Il segreto dell’Unicorno” del 2011.

Leggi anche: L’angolo del Nerd e dell’Otaku – Akira

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