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Secondo Martina l’X-Factor è ben altro rispetto a quello che si  vede nei Talent Scout

Di seguito la nostra intervista alla cantante Martina Salsedo:

Raccontaci i tuoi inizia da cantante.

I miei inizi non sono da cantante ma da teatro professionistico, in seguito ho fatto specializzazione per cinema all’Actor Studios di Los Angels e dopo questo ho iniziato la strada della musica. Ho iniziato a cantare in strada e sono stata scoperta da un pagliaccio che in pratica mentre faceva e sue performance mi ha inserito nel suo show. Abbiamo fatto un percorso molto bello di spettacoli on the Road, poi da li ho iniziato a lavorare nel campo della musica blues and Soul.

Perchè hai scelto proprio il Blues.

Ho scelto il Blues perchè è la musica che ho sempre ascoltato fin da quando ero bambina.Mio nonno faceva il Comandante di una nave e mi portava i dischi dei più importanti cantautori blues americani. La BBC mi ha censito mentre facevo musica in strada, e da li ho iniziato a fare delle cose a livelli molto alti. Mi hanno ribattezzato la bionda-nera. Ho lavorato con con il chitarrista di Amy Winehouse, Portero chiarista degli Stadio e Dalla, Alberto Radios chitarra di Formula Tre e Battisti.

Come vi è venuta in mente l’idea di creare la vostra band Black Tunes.

In realtà l’idea è mia, io ero Black Tune senza S. Poi ho conosciuto dei musicisti in una serata, da li si è creata la nuova band dove io sono il leader. In questo momento sto creando il mio disco di inediti che loro musicheranno, in realtà mi sono ritrovata a fare la capofila. Nella band ho grandi professionisti, sono molto geniali nel loro modo di ribattezzare sia le cover che i miei inediti.

Cosa rappresenta per te Livorno?

Livorno è una città che io amo, ma per essere riconosciuta a Livorno ho dovuto fare un percorso molto contrario perchè le nostre città sono particolari. Si bada molto all’istintività. Pisa e Livorno essendo città molto provinciali, se non sei un artista di grido spesso non sei riconosciuto. Io sono una persona poco artificiosa, e questa cosa non ha portato una gran fortuna nella mia città. Adesso con il senno di poi tutto ciò è stata una gran fortuna. Mi piace creare qualcosa in cui le persone vadano oltre il pregiudizio per far sentire quel che c’è di diverso al di la di me e della mia musica. La mia città va educata ed ha bisogno di lasciarsi andare perchè ci sono troppi luoghi comuni.

Cosa ne pensi  dei Talent scout tipo X-Factor?

Sono diseducativi nel senso che non vengono accolte dalle nuove generazioni come un modo per arrivare al successo, ma vengono viste come l’unico modo. L’arte nasce dalla purezza e non dall’elogio e dalla strumentalizzazione. L’arte viene riconosciuta dal pubblico, l’X-factor per me è ben altro. La musica dei più grandi ci insegna che ci vuole lavoro per arrivare in alto. Nei bassifondi ci sono delle persone che hanno scelto il mio stesso cammino che vivono di musica scegliendo dove andare ed alla fine diventa un vanto.

Quali sono i tuoi prossimi impegni?

Sono in fase di registrazione del mio disco e si chiama  Anima Vintage, è il frutto degli ultimi quattro mesi di lavoro genere cantautorale italiano, quello che ho nelle vene. E poi lavoro con i progetti della band nei concerti nei festival europei.

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