Le urne del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia restituiscono un’immagine di un’Italia a due velocità. Alla rilevazione delle ore 19:00, il dato nazionale si attesta al 38,9%, una cifra significativa per una consultazione che — trattandosi di un referendum confermativo — non richiede il raggiungimento del quorum per essere valida.
Emilia-Romagna regione con più affluenza, meno il Sud
Il cuore pulsante della partecipazione batte nel Centro-Nord. L’Emilia-Romagna si conferma la regione più attiva con il 46,29% degli aventi diritto che si sono già recati ai seggi, tallonata dalla Lombardia (44,99%) e dalla Toscana (44,7%).
Al polo opposto si trova il Mezzogiorno, dove la disaffezione sembra prevalere. La Sicilia chiude la classifica con appena il 28,77%, preceduta di poco dalla Calabria (29,34%) e dalla Campania (29,92%). Uno scarto di quasi 18 punti percentuali tra Bologna e Palermo che sottolinea quanto il tema della separazione delle carriere e della riforma del CSM sia percepito in modo differente sul territorio nazionale.
La classifica regionale
Emilia Romagna: 46,29%
Lombardia: 44,99%
Toscana: 44,7%
Veneto: 43,23%
Friuli Venezia Giulia: 42,5%
Umbria: 42,13%
Liguria: 41,96%
Piemonte: 41,57%
Marche: 41,29%
Lazio: 41,22%
Abruzzo: 39,19%
Valle d’Aosta: 37,98%
Trentino Alto Adige: 35,1%
Sardegna: 33,02%
Molise: 32,61%
Puglia: 30,96%
Basilicata: 30,48%
Campania: 29,92%
Calabria: 29,34%
Sicilia: 28,77%
Rispetto alle precedenti tornate referendarie, il dato delle 19:00 è in netta crescita. Non si tratta di un’abrogazione, ma di confermare o respingere una modifica strutturale di quattro articoli della Costituzione. La riforma Nordio, che prevede la separazione delle carriere tra giudici e PM e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare, ha polarizzato il dibattito pubblico nelle ultime settimane.
I seggi resteranno aperti fino alle 23:00 di oggi, per poi riaprire domani, lunedì 23 marzo, dalle 7:00 alle 15:00. Subito dopo la chiusura inizieranno le operazioni di scrutinio. Senza l’incognita del quorum, ogni voto espresso peserà in modo decisivo sul futuro dell’ordinamento giudiziario italiano.


